Mage: quinta seduta

27 luglio 2009

Eleni, al telefono della cabina che si erge solitaria nell’umbra e che probabilmente funge da punto di ritorno verso il mondo reale, sta parlando con Amil mentre Mia sta corendo verso di lei. Joseph si trova ancora vicino al lord e dopo averlo salutato si dirige verso le due ragazze sempre attorniato dagli spiriti del paradosso.

Una volta giunto nei pressi della cabina, Joseph viene visto da Eleni che dice ad Amil di aprire il portale e nel giro qualche secondo un nuovo squarcio si apre nell’aria lasciando intravedere la stanza del B&B. Eleni e Mia lo attraversano senza problemi mentre il professore cerca di creare una bolla protettiva per evitare di essere seguito dagli spiriti, ma il tentantivo non ha successo. Mentre Mia si connette alla mente di Joseph, Mark (che si trova già nella stanza) tenta di teletrasportarlo riusciendoci; gli spiriti rimangono bloccati nell’umbra e mentre tentano un disperato tentativo di oltrepassare il portale, questo si chiude.

Il gruppo esce dal B&B discutendo di quello che hanno visto e cercando di capire il senso di tutto quello che sta succedendo. Si dirigono verso la fermata dell’autobus più vicina e quando il mezzo arriva, con una corsa riescono a salirvi. Nello stesso istante Mia percepisce la presenza di un uomo in nero proprio alla fermata che però non è riuscito a salire sul bus.

Mark e Joseph discutono sulle azioni da intraprendere e quando Joseph afferma che non è il caso di tornare ad avvertire Eloise e Black, il ragazzo si allontana sedendosi in una poltroncina in fondo all’autobus, isolandosi con le cuffie del suo lettore mp3. La decisione è quella di avvicinarsi al punto dove viene percepita la presenza di Pheus, quindi il gruppo cambia autobus e si dirige verso est. Durante il tragitto Joseph ed Eleni parlano del destino e del caos, ma i discorsi sembrano non interessare a Mia che si addormente e a Mark che continua ad ascoltare 2Pac sul suo lettore mp3.

Quando l’autobus raggiunge una fermata che poi lo porterebbe lontano dalla presenza di Pheus, il gruppo scende e prosegue a piedi leggermente distanziato: davanti Mark che indica la strada, poi Mia ed Eleni ed infine Joseph. La zona è residenziale, con case basse e strade non troppo larghe, non c’è molta gente in giro e Mia decide di fermarsi a prendere una tazza di the dal Pakistano mentre Eleni aspetta in strada per non predere di vista Mark.

Ad un certo punto Mark si ferma davanti ad una chiesa protestante da cui sembra provenire chiaramente il segnale di Pheus, una volta raggiunto dagli altri, Joseph cerca di avvicinarsi per sentire se ci sono presenze vive all’interno dell’edificio, ma dopo aver esplorato ogni angolo della chiesa e della canonica il responso non indica nessuna presenza vitale.

I quattro si avvicinano alla porta di ingresso e dopo che Eleni ha osservato il passato, non notando nulla di anormale, Mark apre la serratura ed il gruppo entra. Una volta all’interno e dopo essersi fatto il segno della croce, Joseph percepisce un accumulo di quintessenza nella zona della fonte battesimale e proprio nella stessa posizione, ma all’interno dell’umbra, Eleni percepisce la presenza di spiriti con le ali che cantano una dolce melodia. Eleni chiede notizie di Pheus ma non arriva nessuna risposta. Cercando ancora nell’umbra, Eleni trova un specia di fonte e toccandola percepisce una sorta di prurito alle mani.

Eleni cerca di capire qualcosa di più chiamando Athena, che si manifesta come un grande volto, mostrando un palese senso di fastidio. La dea risponde che Pheus si trova in questo luogo, ma avverte di prestare molta attenzione, quindi svanisce immediatamente.

I quattro si dirigono nel punto dove Eleni ha percepito la presenza della fonte che si trova all’interno della canonica. Dopo che Mia riesce a scassinare la porta chiusa a chiave, il gruppo entra e trova una stanza sobria con una scrivania, una rastrelliera con alcuni abiti sacri ed un armadio. La stanza è illuminata dalla luce che proviene dai lampioni all’esterno.

Mark decide di aprire l’armadio ed all’interno trova alcuni oggetti tra cui un ciondolo a forma di tao da cui proviene l’essenza di Pheus. Joseph lo esamina e cerca di spostarsi nel tempo per capire chi l’abbia portato in quel luogo. Il professore ricorda quando un anno prima partecipò all’ostensione nella città di Torino e la sensazione passando sotto la sindone è la stessa provata in quel momento. Joseph capisce che si tratta di un oggetto che permette di trasferirsi in un’altra realtà e che un uomo ha raccolto il ciondolo subito dopo l’esplosione e l’ha portato nell’armadio. Il professore riesce anche a vedere che la stessa persona che indossava il ciondolo ha scritto una email indirizzata al Capitano Mallory in cui c’era scritto che il lavoro stava procedendo e nell’istante successivo un portale si apre verso un altra realtà in cui si intravede un essere enorme.

Joseph riconsegna il ciondolo a Mark che lo mette al collo. Il gruppo esplora l’edificio alla ricerca di altri indizi, ma la ricerca è vana, quindi tornano nella stanza dell’armadio e Mark tenta di usare il potere dell’amuleto. Immediatamente si sente trasportare verso l’alto ad una velocità straordinaria fino ad arrivare in un luogo che sembra una fognatura. Mark si muove seguendo un tunnel e trova due scalette che salgono verso l’alto fino ad arrivare ad una sorta di tombino. Dopo essere salito su quella di destra, il ragazzo cerca di aprire piano il cerchio di metallo fino a scorgere un ambiente chiuso popolato da strani veicoli. Dopo essere di nuovo sceso ed essersi concentrato, Mark precipita verso il basso fino a tornare nella stanza dove racconta agli altri la sua esperienza.

Probabilmente si tratta di Autoctonia, una città dei tecnocrati utilizzata come base operativa in cui vengono svolti esperimenti.


Mage: quarta seduta

18 luglio 2009

Il paesaggio al di là del portale ha una tonalità color seppia ed una immensa pianura si estende davanti agli occhi del gruppo. Una volta entrati nell’umbra, i corpi sembrano rimanere inalterati, ma gli oggi appaiono diversi, con caratteristiche che li avvicinano alla natura. Una camicia ad esempio diventa della consistenza della corteccia degli alberi ed un orologio prende le sembianze di un fiore il cui stelo si avviluppa attorno al braccio. La tecnologia in questo mondo non esiste ed forse una delle ragioni perchè i tecnocrati vogliono mantenere celato questo mondo al resto dell’umanità.

Una volta superata la breccia, questa si chiude ed i quattro ragazzi rimangono soli. Di fronte in lontananza il turbinio di spiriti, che volteggiano formando delle spirali, sembra muoversi in maniera ordinata ed ogni spirito rimane sempre nella stessa orbita.

Mark vorrebbe provare a contattare uno dei suoi compagni adepti che probabilmente è rimasto ucciso durante l’esplosione e ritiene che Tiger possa essere la persona giusta, ma non avendo il necessario potere, cerca aiuto in Mia ed Eleni. La prima cerca di trasferire l’immagine di Tiger dalla mente di Mark a quella di Eleni e quest’ultima tenta di richiamarne lo spirito. Dopo un primo tentativo fallito, finalmente il contatto sembra avvenire e da lontano si materializza una figura animale, un cerco, che trotta verso il gruppo.

Eleni domanda all’animale se può condurli da Tiger e questi annuisce abbassando il capo e girandosi verso il turbine di spiriti, si incammina nel luogo da dove era arrivato.

Eleni e Mark cercano di guardare avanti nel tempo, trovandosi andora più vicini al nucleo dove il ronzio è sempre più forte. Mark in particolare vede il centro dove è presente una sorta di bozzolo di colore azzurro ed al suo interno una figura umanoide rannicchiata in atteggiamenteo di difesa.

Il gruppo continua l’avvicinamento agli spiriti, l’aria è densa di quintessenza e tramite le abilità di Joseph i quattro ne accomulano un certo quantitativo. Ad un certo punto scorgono in lontananza un gruppo di figure dai colori sgargianti sopra ad un prato fiorito. Eleni in particolare nota che questi fiori nascono, crescono e muoiono molto velocemente ed in una sequenza continua. Al centro del prato c’è poi una persona anziana, seduta su uno scranno. Le conoscenze di Joseph permettono di capire che si tratta di uno dei signori dell’umbra, uno spirito millenario che ha acquistato potere e rispetto all’interno di questo mondo.

Dopo aver lasciato il cervo in attesa, il gruppo raggiunge l’anziano. Qui gli odori di fiori e frutta sono molto intensi e catturano i loro sensi. Eleni si inginocchia sul prato e si rivolge al lord in tono solenne salutandolo.

Il signore ringrazia e chiede chi si rivolge a lui e per quali motivo. Eleni, seguita da Mark, spiega che stanno cercando degli amici morti durante una esplosione e chiede se saranno in grado di raggiungere il centro del turbine vivi. L’anziano risponde che l’unico modo per arrivarvi è liberarsi del paradosso ed aggiunge che chi ha scatenato tutto questo è qualcuno che viene da fuori, qualcuno di molto puzzolente. Le altre creature che circondano il signore dell’umbra cominciano a toccarsi il naso facendo delle smorfie e ripetendo come in una cantilena che era puzzolente, molto puzzolente.

Dopo aver ringraziato l’anziano per queste indicazioni, il gruppo torna ad avvicinarsi agli spiriti e ritrovando il cervo, Joseph tenta di scagliare la quintessenza verso il vortice, l’effetto è che gli spiriti attaccano questo flusso di energia e lo disgregano. Ora è più chiaro quello che sta succedendo all’interno del turbine, grumi di quintessenza si staccano dal centro e vengono scagliati verso l’esterno ed il ronzio aumenta quasi a coprire qualsiasi altro suono.

Tutti decidono allora di liberarsi della quintessenza accumulata in precedenza eseguendo alcune semplici magie, ma questa volta alcuni spiriti si staccano dal centro e si dirigono verso il gruppo. Uno di questi allunga i tentacoli verso Joseph che tenta di contrastarlo riusciendo a ricacciarlo indietro. Il professore recupera il paradosso dagli altri, pronto ad usarlo come arma contro questi spiriti.

Il ronzio diventa quasi insopportabile, ormai è quasi difficile riuscire a parlare se non alzando molto la voce. Joseph tenta di lanciare una parte del paradosso verso il centro e proprio in quel punto si crea una sorta di varco che per un istante scopre il bozzolo azzurro visto da Mark in precedenza, poi l’apertura si richiude.

Altri spiriti tentano di attaccare il gruppo, il professore riesce ancora a bloccarne un paio, mentre un terzo quasi colpisce Eleni che all’ultimo momento evita l’impatto.

Mark tenta di teleportarsi al centro, ma dopo essersi concentrato si ritrova nella camera da letto di casa sua. Dopo essersi ripreso dalla sorpresa, cerca di uscire dalla porta, ma si ritrova di nuovo nella camera; tanta allora si guardare dalla finestra, ma di nuovo vede dall’altra parte l’immagine speculare della sua stanza. Un ulteriore tentativo di teleport verso la camera del B&B da cui erano saltati nell’umbra riesce e Mark si ritrova nella stanza, solo, senza più il portale per unirsi agli amici.

Mia cerca un contatto mentale con Mark e l’effetto è quello si sentirlo tutto attorno senza riuscire ad identificare una direzione precisa. Insieme ad Eleni decidono di allontanarsi da quel luogo, mentre Joseph si avvicina ancora di più. Il professore riesce a creare di nuovo un varco ed entrare in contatto con il nucleo; la sensazione è quella di calore e di qualcosa che penetra nella sua mente e che gli parla dicendo che lui è il guardiano del nodo e che ha bisogno di aiuto. Qualcuno da fuori è arrivato per distruggerlo e l’unico modo per salvarlo è ripristinare le cose come erano prima dell’esplosione. Lui rimarrà fino a quando il nodo sarà ricreato o fino a quando tutto cesserà di esistere. Il guardiano aggiunge anche che ricorda un altro essere umano, simile a Joseph che ha portato la creatura che ha distrutto tutto quanto.

Eleni cerca di mettersi in contatto con Athena che risponde chiedendo di essere messa in contatto con il signore dell’umbra, nel frattempo Mia cerca di leggere la mente dell’essere all’interno del nucleo e percepisce un sentimento di gratitudine e di rassegnazione.

Nel mondo reale intanto Mark tenta di contattare DEM attraverso il suo terminale portatile chiedendo di intercedere con Amil per tornare nell’umbra. DEM risponde con una richiesta di aiuto perchè si trova intrappolato nella rete. I due cercando di unire gli sforzi e le conoscenze e dopo alcuni tentativi riescono nell’operazione.

Dopo aver raggiunto il lord, Eleni si rivolge a lui che le parla di una reliquia che si trova nei pressi del nucleo. Vicino a lei Mia percepisce il nome di qualcuno e chiede al signore dell’umbra e ad Athena tramite l’amica maggiori informazioni, ma solo l’anziano risponde che si tratta di un antico che non esiste più da molto tempo e che è stato lui a mettere qui il guardiano. Il lord aggiunge che forse sarà necessario consultare un Oracolo del tempo.

Mia ed Eleni ricevute queste informazioni si dirigono verso la cabina telefonica mentre Joseph tenta di allontanarsi dal nucleo seguito da un gruppo di spiriti che si sono disposti a cilindro. Nello stesso momento DEM sente bussare alla porta della sua stanza.