E-book, questo sconosciuto…

22 luglio 2009

Qualche anno fa si è parlato di questo argomento come di una rivoluzione nel mondo dell’editoria, poi tutto si è formato e solo a sprazzi arrivavano alla ribalta alcuni innovazioni in questo campo, ma negli ultimi giorni un operatore del settore rinomato e conosciuto come Barnes&Noble è tornato a far sentire la sua voce e l’e-book è tornato sulle bocche di molti.

Ma di cosa si tratta esattamente?

L’e-book è sostanzialmente un sistema per leggere prodotti editoriali (libri, giornali, riviste, fumetti, ed altro) attraverso supporti elettronici e non tramite la carta. Un po’ come è possibile fare leggendo i file in formato PDF, ma con l’ausilio di apparecchi che non sono esclusivamente il personal computer, ma possono essere smartphone, palmari ed anche prodotti appositamente costruiti per questo scopo.

Fino a poco tempo fa i due maggiori operatori erano Google e Amazon (con il servizio Kindle) che disponevano rispettivamente di 600 mile e 325 mila titoli a catalogo. Ma il pubblico sembrava non gradire molto questo modo di leggere e questi servizi sembravano destinati ad un target di nicchia.

Col tempo però le cose cambiano e gli utenti diventano sempre più tecnologici, così anche un colosso come appunto Barnes&Noble ha deciso di aprire in grande stile uno store online dove proporre oltre 700 mila titoli (molti dei quali ripresi dall’archivio di Google) ed offrirli attraverso i più svariati supporti informatici. Proprio questa caratteristica, l’ampia offerta di piattaforme compatibili (iPhone, iPod touch,  Blackberry, PC e Mac), è il fiore all’occhiello di questo nuovo store e l’argomento che Barnes&Noble ritiene vincente per riuscire ad avere successo.

Inoltre la stessa azienda ha in programma di mettere a dispodizione entro il 2010 un apparecchio appositamente costruito che consentirà di usufruire comodamente di questi libri elettronici. In diretta concorrenza con Sony e Amazon, Barnes&Noble avrebbe individuato l’azienda Plastic Logic per la costruzione di un dispositivo in grado di leggere gli e-book.

Ma non è tutto oro quello che luccica, ci sono ancora molte persone a cui non piace utilizzare schermi di qualsiasi genere (ricordo che attualmente se ne riescono a realizzare di molto sottili) e che preferiscono ancora di gran lunga la carta per gustarsi un buon romanzo o leggere la propria rivista preferita.

Vedremo se i tempi sono davvero cambiati e se l’e-book lascierà la sua nicchia per esplodere in tutte le sue forme e potenzialità verso il grande pubblico.

Fonte: Punto Informatico

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E’ tutto un complotto della sinistra…

27 maggio 2009

Questa frase ormai ricorre abbastanza frequentemente negli ambienti di governo e della maggioranza, ma per fortuna in Europa non la pensano allo stesso modo ed anzi ci mettono in guardia dalla pericolosità della situazione italiana.

Alcuni importanti giornali europei infatti negli ultimi tempi si sono dedicati all’Italia cercando di capire e di raccontare quello che sta succedendo nel nostro paese. Repubblica.it che è sempre attenta a quello che succede nel mondo ha riportato in un articolo i commenti di giornali come il Financial Times, l’Indipendent, El Paìs, il Die Welt fino ad arrivare ad oltre oceano con ABC News e El Clarìn.

Leggiamo infatti dall’articolo che un colosso delle editoria finanziaria come il Financial Times in un editoriale scrive: “Mentre vengono poste pesanti domande sulla sua relazione con un’adolescente che sogna di diventare una star, domande che sua moglie è stata la prima a sollevare, Berlusconi si è rivolto contro il suo più ostinato interrogante, il quotidiano di centro-sinistra la Repubblica, ha lanciato velate minacce tramite un suo associato e ha cercato di invalidare le domande sostenendo che sono viziate da un pregiudizio politico. Egli ha mostrato simile belligeranza verso i magistrati che lo hanno giudicato corruttore dell’avvocato inglese David Mills, definendoli militanti di sinistra, sebbene il parlamento lo abbia reso immune dall’essere processato. E insoddisfatto anche di un così utile parlamento, ha detto che dovrebbe essere drasticamente ridotto a 100 deputati, mentre il potere del premier dovrebbe essere accresciuto” e poi aggiunge che il pericolo di cui si parla è quello di “svuotare i media di serio contenuto politico, rimpiazzandolo con l’intrattenimento, di demonizzare i nemici e rifiutare di accettare la legittimazione di ogni critica indipendente” e poi conlude dicendo (a mio avviso centrando uno dei grossi problemi dell’opposizione) che “in parte colpa di una sinistra titubante, di istituzioni deboli e talvolta politicizzate, di un giornalismo spesso subalterno. Ma più di tutto è colpa di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato. Non un fascista, ma un pericolo, in primo luogo per l’Italia, e un esempio maligno per tutti“.

Ma come detto non è il solo a porre l’accento sui recenti fatti italiani, anche El Paìs dedica un editoriale a queste questioni e scrive che “la condotta politica e personale di Berlusconi mina la credibilità italiana” e sottolinea che “La sua relazione con una aspirante vedette della tv gli è costata il divorzio e rivelato un clima decadente che pure la Chiesa ha iniziato a criticare“.

Duro con Berlusconi ed anche con gli italiani è anche il Die Welt, giornale tedesco, che scrive “tutta l’Italia segue tra sdegno e divertimento il presunto affair di Silvio Berlusconi con una diciottenne. Anche quando alla berlina, è il premier dei cuori. Berlusconi incarna l’Italia reale, la speranza che non tutto deve essere sempre corretto e pulito pur di raggiungere l’obiettivo che ci si propone“.

Concludendo questa rapida carrellata mi ha colpito il commento di El Clarìn, quotidiano argentino, che afferma “Comunque vada sarà un plebiscito. Pro o contro di lui“.

Come commentare questi giudizi netti e spietati da parte degli altri paesi europei? Penso che si lascino commentare da soli. Stiamo cadendo sempre più in un baratro e chi ci sta portando in questo declino è nella sua posizione perchè la maggioranza degli italiani ha deciso che va bene così e sono sicuro che anche alle prossime elezioni la situazione non cambierà.

In effetti però devo aggiungere che una buona parte di colpa ce l’ha l’opposizione perchè non è ingrado di concretizzare e di spostare l’attenzione sui problemi veri, lasciando che questo personaggio faccia il bello ed il cattivo tempo.

Ad esempio una delle cose che mi ha colpito è come la sinistra sia capace di frammentarsi e di impuntarsi in posizioni che ha volte differiscono davvero di poco. Partendo dal presupposto che il PD sia ormai un formazione politica più spostata verso il centro, a sinistra rimangono una serie di piccoli partiti che singolarmente riescono a fatica a raggiungere il 2% dei consensi. Sarebbe stata una bella cosa che questi si fossero messi tutti insieme per portare delle idee nuove in seno al parlamento europeo, invece sono stati capaci di dividersi in due liste distinte (una tra l’altro con un nome parecchio triste) ed ancora una volta probabilmente non riusciranno a superare il muro del 4%… questo si chiama suicidio!

Ma questa è un’altra storia e forse ne parlerò in un prossimo articolo.