Intelligenza artificiale: i Bot

11 settembre 2009

I Bot (abbreviazione di robot) sono dei programmi che simulano il comportamento umano e lo applicano in alcuni campi dell’informatica. Esistono ad esempio bot per il web (generalmente gli spider dei motori di ricerca) e per i videogiochi (possono sostituire la persona fisica in sessione di gioco infinite).

Bisogna anche distinguere una categoria di bot che, nei videogiochi, normalmente vengono chiamati NPC e rappresentano delle entità mosse dal software per interagire con i giocatori umani sia aiutandoli, sia scontrandosi con essi.

E’ importante fare questa distinzione perchè spesso nell’ambito videoludico, gli NPC sono creati direttamente dagli sviluppatori del videogioco e ne sono parte integrante, mentre i Bot vengono realizzati da programmatori per ingannare o semplicemente facilitare il gioco e spesso non sono graditi e autorizzati dalle aziende distributrici dei videogiochi.

Questo perchè spesso in questo modo viene rovinata l’esperienza di gioco, dove non è più l’abilità umana o la pazienza a fare la differenza, ma si sfrutta la velocità di calcolo del PC per avere  vantaggi e, parafrasando una nota pubblicità, vincere facile.

Un esempio che conosco abbastanza bene è rappresentato da un World of Warcraft, un MMORPG (Massive Multiplayer Online Role Playing Game – Gioco di Ruolo Online) molto diffuso e giocato, che spesso soffre delle incursioni da parte di Bot che facilitano lo sviluppo di personaggi e l’accumulo di denaro virtuale per ottenere vantaggi a discapito di chi invece utilizza solo le proprie capacità di persona umana. I programmatori del gioco (Blizzard) cercando di combattere questi Bot e li eliminano costantemente dal gioco perchè falsano l’esperienza videoludica, ma è un continuo rincorrersi che probabilmente non avrà mai fine.

Ma i Bot non sono solo oggetti negativi, a Milano infatti si è appena concluso il BotPrize, un contest organizzato dall’IEEE Computational Symposium on Intelligence and Games del politecnico che ha raccolto programmatori da tutto il mondo per sviluppare l’intelligenza artificiale applicata ai videogiochi.

L’obiettivo era quello di creare un Bot per il videogioco Unreal Tournament 2004, che una giuria avrebbe testato (in due sessioni da 15 minuti, una con lo stesso Bot ed una con una persona umana) per determinare quale fosse il più simile al comportamento umano.

Il senso principale di questo evento è proprio quello di simulare il comportamento umano attraverso algoritmi di intelligenza artificiale che possono avere origine nel mondo videoludico, ma che possono poi essere applicati in altri campi della scienza.

Nessuno dei 15 partecipandi ha però raggiunto l’obiettivo ed è solo stato consegnato un premi di consolazione per chi si fosse avvicinato di più allo scopo del contest.

La creazione di una IA perfetta continua quindi ad essere una sfida abbastanza complessa che impegnerà studiosi e programmatori ancora per diverso tempo.

Fonte 1: Intelligenza artificiale, a Milano i bot più hot
Fonte 2: Bot

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Bing vs Google

27 agosto 2009

Lo scorso giugno è stato presentato il motore di ricerca che Microsoft (forte del recente accordo con Yahoo) vuole utilizzare per contrastare il potere di Google. Si tratta di Bing, uno servizio che piano piano sta guadagnando quote proprio a discapito del suo maggiore rivale.

Ma vediamo qualche caratteristica che potrebbe avvantaggiarlo e farlo preferire al grande pubblico. Al momento è stato rilasciato in versione completa negli Stati Uniti ed in versione Beta in Italia (e probabilmente in tutta Europa) e nonostante presenti alcuni bug, risulta essere già in questa fase una validissima alternativa a Google.

Una prima analisi riguarda i tempi di risposta durante la ricerca, secondo WebSiteOptimization.com, utilizzando una connessione a 128Kbs una ricerca media su Bing impiegherebbe 0.91 secondi, mentre l’analoga su Google impiegherebbe 1,71 secondi, una differenza di circa 1 secondo che però l’utente sarà difficilmente in grado di percepire.

Utilizzando poi servizi come bing-vs-google.com si è cercato di capire la qualità dei risultati che però non sembra differire molto tra l’uno e l’altro. Alcuni siti, nati proprio in queste ultime settimane, consentono anche di votare al buio (senza sapere a quale motori di ricerca appartiene il risultato di una ricerca) il miglior elenco di risposte ed a conti fatti i tre motori di ricerca (comprendendo anche Yahoo) risultato abbastanza equivalenti.

Ci sono poi altri aspetti interessanti che regalano un certo appeal a Bing rispetto a Google, sembra infatti migliore la ricerca per immagini, la possibilità di personalizzare il layout sembra più accattivante e la ricerca dei siti web permette di visualizzare in anteprima le pagine trovate. Inoltre sembra che la ricerca di siti adult oriented sia moderata da un avviso che però (a differenza di Google) consente di proseguire.

Sono tutte piccole cose, ma che potrebbero destare qualche preoccupazione a BigG, tenendo anche conto degli ultimi dati di utilizzo dei motori di ricerca, sembra infatti che al 65% circa di Google, Microsoft stia rispondendo con circa il 10% di Bing che unito ad un altro 10% circa di Yahoo totalizza circa il 20%. In Italia sembra che ancora questa tendenza abbia dei numeri molto inferiori e che Google sia ancora il re incontrastato, ma questa situazione potrebbe non durare a lungo.

Fonte 1: Bing contro Google: la sfida
Fonte 2: Bing non è certo Google ma lo insidia da vicino


La signorilità dei giapponesi

30 luglio 2009

La notizia è un po’ datata, parliamo infatti dei primi di luglio, ma oggi c’è stata una evoluzione che mi ha fatto sorridere e pensare che in fatto di signorilità i giapponesi non sono secondi a nessuno (almeno in questo caso).

Il fatto è accaduto all’inizio di luglio, quando una coppia di fidanzati giapponesi, dopo aver visitato la città di Roma ha deciso di cenare in un ristorante chiamato “Il passetto”. Al termine del pasto si sono visti recapitare un conto di ben 579,50 euro, in un primo momento avevano pensato ad un errore, ma quando hanno visto la ricevuta della carta di credito (da cui sono state trattenuti anche 115,50 euro come mancia) si sono decisi a rivolgersi alla polizia.

Un controllo delle forze dell’ordine ha dimostrato non solo che il prezzo era molto confiato rispetto al menù proposto dal ristorante, ma che il locale non rispettava le norme di sicurezza e di igiene, mancanza che hanno determinato la chiusura immediata del ristorante.

I due fidanzati sono tornati in Giappone e proprio in questi giorni il neo-ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla ha offerto loro di tornare in Italia a spese del governo, offerta che è stata garbatamente rifiutata con la motivazione che sarebbe una inutile spesa fatta con le tasse del popolo italiano.

I due hanno però aggiunto che non hanno un giudizio negativo dell’Italia, i truffatori esistono in tutto il mondo, e che probabilmente torneranno nel bel paese, ma a spese proprie.

Che dire… tanto di cappello a questi giapponesi.

Fonte 1: Pranzo salato per due turisti giapponesi
Fonte 2: Turisti giapponesi truffati a Roma: “Non torniamo a spese del governo”


Mage: quinta seduta

27 luglio 2009

Eleni, al telefono della cabina che si erge solitaria nell’umbra e che probabilmente funge da punto di ritorno verso il mondo reale, sta parlando con Amil mentre Mia sta corendo verso di lei. Joseph si trova ancora vicino al lord e dopo averlo salutato si dirige verso le due ragazze sempre attorniato dagli spiriti del paradosso.

Una volta giunto nei pressi della cabina, Joseph viene visto da Eleni che dice ad Amil di aprire il portale e nel giro qualche secondo un nuovo squarcio si apre nell’aria lasciando intravedere la stanza del B&B. Eleni e Mia lo attraversano senza problemi mentre il professore cerca di creare una bolla protettiva per evitare di essere seguito dagli spiriti, ma il tentantivo non ha successo. Mentre Mia si connette alla mente di Joseph, Mark (che si trova già nella stanza) tenta di teletrasportarlo riusciendoci; gli spiriti rimangono bloccati nell’umbra e mentre tentano un disperato tentativo di oltrepassare il portale, questo si chiude.

Il gruppo esce dal B&B discutendo di quello che hanno visto e cercando di capire il senso di tutto quello che sta succedendo. Si dirigono verso la fermata dell’autobus più vicina e quando il mezzo arriva, con una corsa riescono a salirvi. Nello stesso istante Mia percepisce la presenza di un uomo in nero proprio alla fermata che però non è riuscito a salire sul bus.

Mark e Joseph discutono sulle azioni da intraprendere e quando Joseph afferma che non è il caso di tornare ad avvertire Eloise e Black, il ragazzo si allontana sedendosi in una poltroncina in fondo all’autobus, isolandosi con le cuffie del suo lettore mp3. La decisione è quella di avvicinarsi al punto dove viene percepita la presenza di Pheus, quindi il gruppo cambia autobus e si dirige verso est. Durante il tragitto Joseph ed Eleni parlano del destino e del caos, ma i discorsi sembrano non interessare a Mia che si addormente e a Mark che continua ad ascoltare 2Pac sul suo lettore mp3.

Quando l’autobus raggiunge una fermata che poi lo porterebbe lontano dalla presenza di Pheus, il gruppo scende e prosegue a piedi leggermente distanziato: davanti Mark che indica la strada, poi Mia ed Eleni ed infine Joseph. La zona è residenziale, con case basse e strade non troppo larghe, non c’è molta gente in giro e Mia decide di fermarsi a prendere una tazza di the dal Pakistano mentre Eleni aspetta in strada per non predere di vista Mark.

Ad un certo punto Mark si ferma davanti ad una chiesa protestante da cui sembra provenire chiaramente il segnale di Pheus, una volta raggiunto dagli altri, Joseph cerca di avvicinarsi per sentire se ci sono presenze vive all’interno dell’edificio, ma dopo aver esplorato ogni angolo della chiesa e della canonica il responso non indica nessuna presenza vitale.

I quattro si avvicinano alla porta di ingresso e dopo che Eleni ha osservato il passato, non notando nulla di anormale, Mark apre la serratura ed il gruppo entra. Una volta all’interno e dopo essersi fatto il segno della croce, Joseph percepisce un accumulo di quintessenza nella zona della fonte battesimale e proprio nella stessa posizione, ma all’interno dell’umbra, Eleni percepisce la presenza di spiriti con le ali che cantano una dolce melodia. Eleni chiede notizie di Pheus ma non arriva nessuna risposta. Cercando ancora nell’umbra, Eleni trova un specia di fonte e toccandola percepisce una sorta di prurito alle mani.

Eleni cerca di capire qualcosa di più chiamando Athena, che si manifesta come un grande volto, mostrando un palese senso di fastidio. La dea risponde che Pheus si trova in questo luogo, ma avverte di prestare molta attenzione, quindi svanisce immediatamente.

I quattro si dirigono nel punto dove Eleni ha percepito la presenza della fonte che si trova all’interno della canonica. Dopo che Mia riesce a scassinare la porta chiusa a chiave, il gruppo entra e trova una stanza sobria con una scrivania, una rastrelliera con alcuni abiti sacri ed un armadio. La stanza è illuminata dalla luce che proviene dai lampioni all’esterno.

Mark decide di aprire l’armadio ed all’interno trova alcuni oggetti tra cui un ciondolo a forma di tao da cui proviene l’essenza di Pheus. Joseph lo esamina e cerca di spostarsi nel tempo per capire chi l’abbia portato in quel luogo. Il professore ricorda quando un anno prima partecipò all’ostensione nella città di Torino e la sensazione passando sotto la sindone è la stessa provata in quel momento. Joseph capisce che si tratta di un oggetto che permette di trasferirsi in un’altra realtà e che un uomo ha raccolto il ciondolo subito dopo l’esplosione e l’ha portato nell’armadio. Il professore riesce anche a vedere che la stessa persona che indossava il ciondolo ha scritto una email indirizzata al Capitano Mallory in cui c’era scritto che il lavoro stava procedendo e nell’istante successivo un portale si apre verso un altra realtà in cui si intravede un essere enorme.

Joseph riconsegna il ciondolo a Mark che lo mette al collo. Il gruppo esplora l’edificio alla ricerca di altri indizi, ma la ricerca è vana, quindi tornano nella stanza dell’armadio e Mark tenta di usare il potere dell’amuleto. Immediatamente si sente trasportare verso l’alto ad una velocità straordinaria fino ad arrivare in un luogo che sembra una fognatura. Mark si muove seguendo un tunnel e trova due scalette che salgono verso l’alto fino ad arrivare ad una sorta di tombino. Dopo essere salito su quella di destra, il ragazzo cerca di aprire piano il cerchio di metallo fino a scorgere un ambiente chiuso popolato da strani veicoli. Dopo essere di nuovo sceso ed essersi concentrato, Mark precipita verso il basso fino a tornare nella stanza dove racconta agli altri la sua esperienza.

Probabilmente si tratta di Autoctonia, una città dei tecnocrati utilizzata come base operativa in cui vengono svolti esperimenti.


Una storia sconvolgente

24 luglio 2009

Nei giorni scorsi leggevo notizie su internet e mi è saltata all’occhi la storia di un giovane cinese si 25 anni morto suicida, eccovi il racconto del motivo per cui si è tolto la vita.

Sun Danyong, questo era il suo nome, era stato assunto dalla Foxconn ed il suo ruolo era particolarmente delicato, tenere i rapporti tra l’azienda ed Apple.

Il 9 giugno scorso entra in possesso di 16 prototipi del nuovo iPhone con i quali evidentemente la Foxconn doveva lavorare sulla linea di assemblaggio. Sun aveva la responsabilità di questi apparecchi e pochi giorni più tardi si accorge di averne smarrito uno.

Il 13 giugno il ragazzo comunica il fatto all’azienza ed a quel punto scatta l’allarme e gli interrogatori. Alcuni dipendenti della Foxconn sarebbero andati a frugare nell’appartamento di Sun che sarebbe stato nel frattempo tenuto in ostaggio per capire se non l’avesse rubato di proposito. Non ci sono conferma riguardo alle molestie, ma il risultato di tutta questa situazione è un video di sorveglianza che mostra il ragazzo lanciarsi vestro il vuoto dalla finestra della propria abitazione.

Probabilmente l’eccessiva paranoia intorno a queste nuove tecnologie e l’improvvisa responsabilità affidata ad un ragazzo che ha passato la vita sui libri e che non aveva nessuno a coprirgli le spalle devono aver generato un corto circuito nel sui cervello che ha trovato come unica via di fuga il suicidio.

Capisco che i dettagli del prossimo iPhone siano molto importanti e che una fuga di notizie potrebbe consentire alla concorrenza di anticipare le mosse di Apple, ma qui siamo di fronte alla vita delle persone… ed in primis la Foxconn, ma in secundis l’Apple ed il sistema intero che ruota attorno a questa economia impazzita, dovrebbero farsi ben più di un esame di coscienza perchè a mio parere nulla è più importante della vita.

Fonte 1: Perde un prototipo di iPhone: suicida a 25 anni
Fonte 2: iPhone prototype goes missing; Chinese worker investigated, commits suicide


E-book, questo sconosciuto…

22 luglio 2009

Qualche anno fa si è parlato di questo argomento come di una rivoluzione nel mondo dell’editoria, poi tutto si è formato e solo a sprazzi arrivavano alla ribalta alcuni innovazioni in questo campo, ma negli ultimi giorni un operatore del settore rinomato e conosciuto come Barnes&Noble è tornato a far sentire la sua voce e l’e-book è tornato sulle bocche di molti.

Ma di cosa si tratta esattamente?

L’e-book è sostanzialmente un sistema per leggere prodotti editoriali (libri, giornali, riviste, fumetti, ed altro) attraverso supporti elettronici e non tramite la carta. Un po’ come è possibile fare leggendo i file in formato PDF, ma con l’ausilio di apparecchi che non sono esclusivamente il personal computer, ma possono essere smartphone, palmari ed anche prodotti appositamente costruiti per questo scopo.

Fino a poco tempo fa i due maggiori operatori erano Google e Amazon (con il servizio Kindle) che disponevano rispettivamente di 600 mile e 325 mila titoli a catalogo. Ma il pubblico sembrava non gradire molto questo modo di leggere e questi servizi sembravano destinati ad un target di nicchia.

Col tempo però le cose cambiano e gli utenti diventano sempre più tecnologici, così anche un colosso come appunto Barnes&Noble ha deciso di aprire in grande stile uno store online dove proporre oltre 700 mila titoli (molti dei quali ripresi dall’archivio di Google) ed offrirli attraverso i più svariati supporti informatici. Proprio questa caratteristica, l’ampia offerta di piattaforme compatibili (iPhone, iPod touch,  Blackberry, PC e Mac), è il fiore all’occhiello di questo nuovo store e l’argomento che Barnes&Noble ritiene vincente per riuscire ad avere successo.

Inoltre la stessa azienda ha in programma di mettere a dispodizione entro il 2010 un apparecchio appositamente costruito che consentirà di usufruire comodamente di questi libri elettronici. In diretta concorrenza con Sony e Amazon, Barnes&Noble avrebbe individuato l’azienda Plastic Logic per la costruzione di un dispositivo in grado di leggere gli e-book.

Ma non è tutto oro quello che luccica, ci sono ancora molte persone a cui non piace utilizzare schermi di qualsiasi genere (ricordo che attualmente se ne riescono a realizzare di molto sottili) e che preferiscono ancora di gran lunga la carta per gustarsi un buon romanzo o leggere la propria rivista preferita.

Vedremo se i tempi sono davvero cambiati e se l’e-book lascierà la sua nicchia per esplodere in tutte le sue forme e potenzialità verso il grande pubblico.

Fonte: Punto Informatico


Allunaggio!?

20 luglio 2009

Alle 4,56 (ora italiana) di 40 anni fa, il 21 luglio 1969 (negli USA era ancora il 20), Neil Armstrong metteva piede sulla Luna insieme ad Edwin Aldrin dopo che avevano toccato il suolo lunare la sera precedente, alle 22,17, a bordo del modulo lunare Eagle.

In orbita attorno alla Luna, a bordo della navicella Apollo 11, era rimasto il loro collega Michael Collins. La missione era iniziata il 16 luglio e terminò il 24 dello stesso mese con l’ammaraggio della navicella Apollo nell’Oceano Pacifico.

Come si può immaginare dal numero 11 che segue la parola Apollo, quella non era la prima missione, ma altri tentativi c’erano stati in precedenza, alcuni senza successo ed altri finiti tragicamente con la morte degli astronauti. Ed anche dopo questo allunaggio ci furono altre missioni, per la precisione ne seguiranno altre 6 con altri incidenti, ma con altri allunaggi, fino all’ultima missione, quella dell’Apollo 17 nel 1972.

Il tutto avveniva in un periodo molto particolare, il mondo stava vivendo una intensa guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, entramvi i blocchi cercavano di prevalere sull’altro in tutti i modi ed uno degli ambiti di “scontro” era proprio la conquista spaziale.

I sovietici erano riusciti a lanciare per primi nello spazio un astronauta (Yuri Gagarin), ma non riuscirono mai a toccare il suolo lunare a causa di problemi al vettore che li avrebbe dovuti portare sul nostro satellite. Inoltre dopo che gli statunitensi riuscirono nell’impresa, questa perse di importanza ed abbandonarono i tentativi.

Da allora non si tentò più un’impresa di questo genera a causa dei costi molto elevati e del fatto che i fondi vennero notevolmente tagliati per essere destinati ad altri progetti militari. La NASA perse molti fondi e solo recentemente sembra che sia stia progettando una nuova missione che dovrebbe riportare l’uomo sulla luna entro il 2020 con la costruzione di una base permanente.

Ma non tutti sono d’accordo sul fatto che il 20 luglio del 1969 Neil Armstrong pronunciò la famose frase “One small step for man. One giant leap for mankind” direttamente dalla luna, in molti pensano che sia stata una enorme truffa che continua tutt’ora e che venne progettata proprio per battere sul tempo l’Unione Sovietica. I complottisti pensano infatti che venne costruito un vero e proprio set cinematografico dove vennero girate le scene e scattate le foto di un film che avrebbe ingannato l’umanità per 40 anni.

A suffragare questa ipotesi vengono portate presunte prove come le ombre non coerenti con la posizione del sole, luci ed ombre in contrasto con quanto si sarebbe dovuto trovare nell’ambiente lunare e strani movimenti o presenza di oggetti non convenzionali.

Alcune immagini in effetti possono destare dubbi sul fatto che siano state scattate effettivamente sul suolo lunare e nonostante la rete sia piena di motivazioni che dovrebbero smontare queste tesi, i complottisti continuano ad essere convinti di quello che dicono.

Anche la NASA nel 2002 penso di pubblicare un libro in contrasto con quello pubblicato l’anno prima per confutare tutte le tesi del complotto, ma poi abbandonò l’idea e questo volume non vide mai la luce.

Personalmente credo che l’ipotesi del complotto sia possibile proprio perchè il momento molto delicato di contrasto tra le due potenze mondiali di USA e URSS poteva essere un ottimo motivo per imbastire una truffa del genere, ma le prove del complotto riescono quasi completamente ad essere confutate e quindi il dubbio rimane.

Penso anche che probabilmente se il 20 luglio del 1969 gli Stati Uniti non hanno realmente toccato il suolo lunare, probabilmente l’hanno fatto negli anni successivi, ma questo serviva per mettere un freno all’Unione Sovietica e procedere con le missioni che altrimenti avrebbero impiegato ancora qualche anno prima di portare al risultato sperato.

Chissà se in futuro qualcuno riuscirà a mettere la parola fine a questi dubbi, in un senso o nell’altro.

Fonte 1: Allunaggio
Fonte 2: Lo sbarco sulla luna, balle spaziali
Fonte 3: Sbarco sulla luna o truffa colossale
Fonte 4: Cento risposte su luna e dintorni
Fonte 5: Antibufala: Siamo mai andati sulla luna?