Donne… ribellatevi!

17 novembre 2009

A volte mi chiedo dove sono finiti i tempi in cui le donne erano orgogliose di esserlo e che rivendicavano i loro diritti e li gridavano con forza. Ricordo un po’ con nostalgia quei tempi.

Questo pensiero mi è venuto leggendo una notizia sul Corriere.it riguardante la visita di Gheddafi in Italia in occasione del vertice della Fao. Ora soprassiedo sui deludenti “risultati” a cui sono pervenuti fino ad ora i potenti della terra, a cui evidentemente non interessa nulla di oltre un miliardo di persone sottonutrito e dei paesi poveri che hanno prima depredato di ogni risorsa ed ora hanno solo belle parole ma niente fatti.

Vorrei invece soffermarmi un attimo su un fatto, reso forse più evidente dai recenti “gossip” su Berlusconi e le sua escort, in questo caso invece è successo che un’agenzia di hostess ha organizzato un incontro tra 200 ragazze/modelle e proprio Gheddafi, presso la villa di via Caldonazzo. Questo meeting non si capisce bene quale scopo avesse, ma sembra che le ragazze abbiano avuto modo di ascoltare lo stesso Gheddafi, di porre delle domande e di ricevere una copia del Corano…

Sinceramente non ho capito bene il motivo di tutto questo e non so nemmeno se tra una pizzetta, una domanda ed un cocktail non sia successo qualcos’altro… giudicate un po’ voi dall’abbigliamento sfoggiato da queste modelle all’ingresso della villa, dove sono stati accuratamente sequestrati telefonini, macchine fotografiche e borsette.

Donne… è ora ti tornare a riprendere in mano la vostra identità! Non siete schiave degli uomini!

Fonte: Il tour di Gheddafi


Potere mediatico

16 ottobre 2009

Altra notizia apparsa su Repubblica.it che ritengo importante perchè dimostra quanto venga ritenuto importante il potere della televisione e quindi la sua influenza sull’opinione pubblica.

Circa due settimane fa, il giudice civile Raimondo Mesiano, condanna il gruppo Fininvest a risarcire la Cir di Carlo de Banedetti di 750 milioni di euro per la scalata alla Mondadori che si risolse nel 1990 a favore del gruppo Fininvest grazie al pagamento di alcune mazzette ai giudici dell’epoca. Oggi viene eseguita una operazione mediatica che tenta di screditare questo giudice.

Durante il programma “Mattino 5” del 15 ottobre, ovviamente su Canale 5, viene trasmesso un video del giudice Mesiano durante una sua classica mattina. Il video è girato di nascosto e commentato da una giornalista.

Vengono sopratutto evidenziati quelli che secondo la giornalista sono comportamenti anomali: il giudice fermo al semaforo, il giudice in fila dal barbiere che si accende una sigaretta e cammina avanti e indietro e infine il giudice seduto su una panchina che legge il giornale dove si sottolinea il suo presunto dubbio gusto nel vestire.

Si allude anche alla sua recente promozione al Csm e si afferma, alla fine del servizio, che “non è soltanto una questione di stravaganza fisica”.

La frase sembra non c’entrare nulla con il servizio (già di per se inutile e tendenzioso), ma poi il condirettore de Il Giornale, Alessandro Sallustri, prosegue dicendo che le strane attitudini del giudici coprono anche la sfera professionale e viene raccontato l’episodio di una causa tra vicini di casa per un tubo rotto che Mesiano rimanda per diversi anni fino a fissare la prossima udienza nel 2011.

Diciamo che a questo punto è lecito chiedersi perchè proprio al giudice Mesiano viene dedicato un servizio del genere, e se ci sia un’attinenza con una sentenza sfavorevole al gruppo televisivo che promuove questo tipo di servizi giornalistici.


Forse gli italiano stanno capendo?

15 ottobre 2009

Sono usciti oggi i nuovi risultati del sondaggio sul gradimento del governo commissionati a Ipr Marketing da Repubblica.it e le sorprese non sono mancate.

In primis vediamo il presidente del consiglio calare di altri due punti scendendo al 45% (è sotto il 50% da maggio di quest’anno) e portando con se il proprio partito che arriva a toccare quota 42% (il minimo storico da quando ha iniziato la legislatura).

Il calo è quindi considerevole, ben 15% in meno per il premier e 10% in meno per il PDL rispetto a circa 1 anno fa.

Tra i ministri invece la situazione è meno grave, anche se si registrano cali anche per Fitto (-4%), Brunetta (-3%, ma pur sempre al quinto posto con il 57%), Prestigiacomo (-3%), Alfano, Tremonti, Scajola, Bossi e Melone (che perdono tutti due punti). Gli unici a mentenere la proprio posizione sono Sacconi (63%) e Maroni (62%) con Larussa e Rotondi che guadagnano un paio di punti percentuale.

Le sorprese invece arrivano dall’opposizione, dove vediamo un inaspettato aumento del 5% per il PD che nonostante alcune situazione ambigue (vedi lo stop alla legge anti-omofobia), beneficia probabilmente dell’effetto primarie e congresso. Il suo valore di gradimento rimane comunque ancora indietro rispetto ai numeri della maggioranza e si attesta al 37%.

Infine gli altri partiti vedono un calo di 3 punti per l’Italia dei valori (40%), un calo di 1 punto per la Lega Nord (30%) e il mantenimento del 36% per l’UDC.

Fonte: Fiducia, Berlusconi cala ancora


Propaganda travestita da informazione

16 settembre 2009

Tutto è iniziato il 13 settembre scorso (o forse anche prima) quando abbiamo appreso che la puntata di martedì 15 settembre di Ballarò (prevista su Raitre) sarebbe stata spostata per dare spazio ad uno speciale di Porta a Porta sulla consegna delle prima case nelle zone terremotate dell’Abruzzo.

La notizia arriva dal vicedirettore generale Antonio Marano che motiva la scelta con la necessità di “valorizzare un momento importante per il paese”, ma genera anche molte polemiche e dichiarazioni di sconcerto da parte di giornalisti e politici.

Lo stesso Giovanni Floris, conduttore di Ballarò, dice che si tratta di un atto immotivato e che avrebbero potuto trattare anche loro il tema della consegna delle case, anche perchè un loro giornalista è in loco da diverso tempo e la cerimonia del 15 settembre era un evento già previsto.

Rincara la dose anche il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, affermando che si tratta di una decisione presa contro il loro parere e che la comunicazione improvvisa, arrivata via email a 48 ore dalla messa in onda di Ballarò non fà altro che stravolgere la programmazione e danneggiare l’immagine della rete.

A queste voci si aggiungono anche quelle di Paolo Garimberti, presidente del cda, secondo il quale c’erano i tempi per fare tutto senza gettare nuove polemiche sulla rai; Roberto Natale, presidente dell’Fnsi, che afferma come i vertici della rai sembra abbiano smarrito il senso della dignità del servizio pubblico ed infine il cdr del Tg3 che la terza rete sotto un attacco all’informazione.

Anche i politici però non sono avari di parole (anche se troppo spesso si limitano alle parole) e sia Paolo Gentiloni che Pier Luigi Bersani criticano l’operato della rai e parlano di un tentativo di trasformare la consegna delle case ai terremotati in un reality governativo con il premier come protagonista. Molto duro è anche Massimo D’Alema che parla ironicamente di Bruno Vespa come di un commentatore capace di mettere nella giusta luce le opere del miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni. Infine Dario Franceschini rifiuta l’invito di Porta a Porta per la trasmissione del prossimo 23 settembre.

Ma cosa è poi successo durante la trasmissione? E come sono andati gli ascolti dal momento che subito dopo queste notizie c’è stato un tam tam in rete e non per boicottare questo scempio televisivo?

Premetto che ho aderito all’invito (anche se non ce ne sarebbe stato bisogno) di non guardare Porta a Porta ed infatti mi sono gustato un bel film al cinema, per cui mi rifaccio a quanto ho letto in rete.

Dopo i primi 45 minuti di trasmissione in cui si è parlato della consegna delle case, della ricostruzione dell’Abruzzo e del fatto che entro dicembre tutti i terremotati avranno un tetto sulla testa, Berlusconi ha cominciato a parlare di tutt’altro, passando dalle polemiche sulla libertà di stampa, al rapporto con Fini, dalle bordate contro l’UDC e l’opposizione fino a culminare con una esplicita propaganda verso se stesso.

Riguardo alla libertà di stampa dichiara che “Siamo circondati da farabutti in tivù, stampa e politica. La Rai è l’unica rete pubblica che parla male del governo con i soldi dei contribuenti” ed aggiungendo riguardo a Repubblica ed alle sua domande che “E’ un giornale retto da un editore svizzero, con un direttore dichiaratamente evasore fiscale” e quando Vespa tenta timidamente di contraddirlo risponde “Lei ha un gran senso dell’umorismo, ma è delinquenziale parlare di attentato alla libertà di stampa. Denunciare quella testata era il minimo che potessi fare”.

Riguardo alla politica dichiara che con Fini le cose vanno bene e che ci sono solo due concezioni diverse dei partiti, mentre spara sull’UDC accusandola di allearsi con l’uno o con l’altro solo per opportunismo (e su questo non mi sento di dargli proprio torto…). Conclude poi definendo per l’ennesima volta l’opposizione come una forza comunista e quando Vespa lo informa che i comunisti non esistono più (tranquilli, si riferisci al PD, i comunisti esitono ancora!) il presidente del consiglio afferma che “Sono e saranno sempre dei vecchi comunisti. D’Alema è un vetero comunista che sta lì a fare il comunista da 40 anni. Le accuse che rivolge al governo sono espressioni da puro stalinista. Serve un cambiamento generazionale”… strano detto da lui che ha 73 anni… ma anche in questo caso ha la risposta pronta “Io sono il più giovane: non è l’età che fa l’innovazione. E’ il cervello, caro dottore”.

E’ chiaro ed evidente che si è trattato quindi di uno spot per se stesso e per il suo governo atto a pubblicizzare ancora una volta i suoi presunti risultati (ricordiamo che queste prime case sono state finanziate dalla Croce Rossa e costruite dalla Provincia Autonoma di Trento e non dal governo) e la rai con Antonio Marano in testa seguito da Bruno Vespa come esecutore sono responsabili di tutto questo.

Per fortuna gli italiani hanno cercato di evitare questo attacco alla televisione pubblica e ai giornaliti, infatti il risultato di share è stato solo del 13,47% con 3.219.000 spettatori, peggio dell’ammiraglia di Mediaset (Canale 5) che ha conquistato il 22,61% di share. Lo stesso consigliere di amministrazione Rai Giorgio Van Straten giudica la scelta del direttore generale della rai Mauro Masi: “non solo inaccettabile sotto il profilo del pluralismo informativo e del buon giornalismo, ma anche completamente sbagliata rispetto agli interessi dell’azienda, come era facilmente prevedibile e anche io avevo previsto”. Rizzo Nervo calcola infatti che ci sia stata una perdita di 500mila euro per quegli inserzionisti che avevano acquistato spazi pubblicitari all’interno di Ballarò e di Tutti pazzi per la tele e che non hanno accettato di apparire all’interno di Porta a Porta.

Tutti ciò ha un sapore strano, un tentativo da una parte di screditare la Rai ed il servizio pubblico a favore della concorrenza di Mediaset e dall’altro di sfruttare comunque questo declino annunciato e voluto da Berlusconi per pubblicizzare le opere del governo con la scusa di offrire un servizi per cui i contribuenti hanno pagato il canone.

Il sapore è quello antico, di ricordi del passato…

Fonte 1: La Rai cancella la puntata di Ballarò
Fonte 2: Berlusconi: “Farabutti in tv”
Fonte 3: Ascolti, Vespa battuto da Canale 5
Fonte 4: Rete di coordinamento L’Aquila


Via la targa per Peppino Impastato

11 settembre 2009

E’ successo mercoledì scorso, quando il sindaco leghista di Ponteranica, tal Cristiano Simone Aldegani, in provincia di Bergamo ha deciso di rimuovere la targa dedicata a Peppino Impastato che il suo predecessore, di centro-sinistra, aveva fatto mettere come dedica alla biblioteca civica con la motivazione di voler dare risalto a personalità locali.

Ma chi è Peppino Impastato? Nasce a Cinisi, vicino a Palermo il 5 gennaio 1948 ed appartiene ad una famiglia mafiosa. Fin da ragazzo entra in contrasto con il padre che lo caccia di casa. Si avvicina agli ambienti di sinistra e dopo aver fondato un giornalino (L’idea socialista) costituisce il gruppo Musica e Cultura che si occupa di varie attività culturali e da cui nasce una radio libera “Radio Aut” da cui denuncia i delitti e gli affari mafiosi di Cinisi e Terrasini. Partecipa alle proteste dei contadini ed è attivo in movimenti come Nuova Sinistra prima e Democrazia Proletaria poi. Durante la campagna elettore del 1978, viene barbaramente ucciso con una carica di tritolo posta sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia. Il giorno successivo, il 9 maggio, gli abitanti di Cinisi votano il suo nome riuscendo ad eleggerlo simbolicamente.

Peppino Impastato è quindi un simbolo, un esempio della lotta alla mafia e di come la sua forza abbia potuto in qualche modo sensibilizzare le menti delle persone. E’ importante che questo esempio venga ricordato, non solo in Sicialia, ma anche nel resto dell’Italia perchè la mafia non è un affare solo siciliano, ma ha ramificazioni in tutta la penisola e si insinua nella politica ed in tutti gli ambienti di potere.

Ed è per questo che ritengo questa decisione di rimuovere la targa in onore di Peppino Impastato una cosa sconcertante che lascia davvero allibiti e la motivazione di privilegiare personaggi locali (la biblioteca verrà intitolata al sacerdote Giancarlo Baggi… se qualcuno sa chi sia e cosa abbia fatto, mi erudisca…) è palesemente una scusa per poter far dimenticare il ricordo di una persona che ha dato la vita per combattere la mafia.

Fonte 1: Via la targa per Peppino Impastato
Fonte 2: Peppino Impastato


La signorilità dei giapponesi

30 luglio 2009

La notizia è un po’ datata, parliamo infatti dei primi di luglio, ma oggi c’è stata una evoluzione che mi ha fatto sorridere e pensare che in fatto di signorilità i giapponesi non sono secondi a nessuno (almeno in questo caso).

Il fatto è accaduto all’inizio di luglio, quando una coppia di fidanzati giapponesi, dopo aver visitato la città di Roma ha deciso di cenare in un ristorante chiamato “Il passetto”. Al termine del pasto si sono visti recapitare un conto di ben 579,50 euro, in un primo momento avevano pensato ad un errore, ma quando hanno visto la ricevuta della carta di credito (da cui sono state trattenuti anche 115,50 euro come mancia) si sono decisi a rivolgersi alla polizia.

Un controllo delle forze dell’ordine ha dimostrato non solo che il prezzo era molto confiato rispetto al menù proposto dal ristorante, ma che il locale non rispettava le norme di sicurezza e di igiene, mancanza che hanno determinato la chiusura immediata del ristorante.

I due fidanzati sono tornati in Giappone e proprio in questi giorni il neo-ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla ha offerto loro di tornare in Italia a spese del governo, offerta che è stata garbatamente rifiutata con la motivazione che sarebbe una inutile spesa fatta con le tasse del popolo italiano.

I due hanno però aggiunto che non hanno un giudizio negativo dell’Italia, i truffatori esistono in tutto il mondo, e che probabilmente torneranno nel bel paese, ma a spese proprie.

Che dire… tanto di cappello a questi giapponesi.

Fonte 1: Pranzo salato per due turisti giapponesi
Fonte 2: Turisti giapponesi truffati a Roma: “Non torniamo a spese del governo”


Allunaggio!?

20 luglio 2009

Alle 4,56 (ora italiana) di 40 anni fa, il 21 luglio 1969 (negli USA era ancora il 20), Neil Armstrong metteva piede sulla Luna insieme ad Edwin Aldrin dopo che avevano toccato il suolo lunare la sera precedente, alle 22,17, a bordo del modulo lunare Eagle.

In orbita attorno alla Luna, a bordo della navicella Apollo 11, era rimasto il loro collega Michael Collins. La missione era iniziata il 16 luglio e terminò il 24 dello stesso mese con l’ammaraggio della navicella Apollo nell’Oceano Pacifico.

Come si può immaginare dal numero 11 che segue la parola Apollo, quella non era la prima missione, ma altri tentativi c’erano stati in precedenza, alcuni senza successo ed altri finiti tragicamente con la morte degli astronauti. Ed anche dopo questo allunaggio ci furono altre missioni, per la precisione ne seguiranno altre 6 con altri incidenti, ma con altri allunaggi, fino all’ultima missione, quella dell’Apollo 17 nel 1972.

Il tutto avveniva in un periodo molto particolare, il mondo stava vivendo una intensa guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, entramvi i blocchi cercavano di prevalere sull’altro in tutti i modi ed uno degli ambiti di “scontro” era proprio la conquista spaziale.

I sovietici erano riusciti a lanciare per primi nello spazio un astronauta (Yuri Gagarin), ma non riuscirono mai a toccare il suolo lunare a causa di problemi al vettore che li avrebbe dovuti portare sul nostro satellite. Inoltre dopo che gli statunitensi riuscirono nell’impresa, questa perse di importanza ed abbandonarono i tentativi.

Da allora non si tentò più un’impresa di questo genera a causa dei costi molto elevati e del fatto che i fondi vennero notevolmente tagliati per essere destinati ad altri progetti militari. La NASA perse molti fondi e solo recentemente sembra che sia stia progettando una nuova missione che dovrebbe riportare l’uomo sulla luna entro il 2020 con la costruzione di una base permanente.

Ma non tutti sono d’accordo sul fatto che il 20 luglio del 1969 Neil Armstrong pronunciò la famose frase “One small step for man. One giant leap for mankind” direttamente dalla luna, in molti pensano che sia stata una enorme truffa che continua tutt’ora e che venne progettata proprio per battere sul tempo l’Unione Sovietica. I complottisti pensano infatti che venne costruito un vero e proprio set cinematografico dove vennero girate le scene e scattate le foto di un film che avrebbe ingannato l’umanità per 40 anni.

A suffragare questa ipotesi vengono portate presunte prove come le ombre non coerenti con la posizione del sole, luci ed ombre in contrasto con quanto si sarebbe dovuto trovare nell’ambiente lunare e strani movimenti o presenza di oggetti non convenzionali.

Alcune immagini in effetti possono destare dubbi sul fatto che siano state scattate effettivamente sul suolo lunare e nonostante la rete sia piena di motivazioni che dovrebbero smontare queste tesi, i complottisti continuano ad essere convinti di quello che dicono.

Anche la NASA nel 2002 penso di pubblicare un libro in contrasto con quello pubblicato l’anno prima per confutare tutte le tesi del complotto, ma poi abbandonò l’idea e questo volume non vide mai la luce.

Personalmente credo che l’ipotesi del complotto sia possibile proprio perchè il momento molto delicato di contrasto tra le due potenze mondiali di USA e URSS poteva essere un ottimo motivo per imbastire una truffa del genere, ma le prove del complotto riescono quasi completamente ad essere confutate e quindi il dubbio rimane.

Penso anche che probabilmente se il 20 luglio del 1969 gli Stati Uniti non hanno realmente toccato il suolo lunare, probabilmente l’hanno fatto negli anni successivi, ma questo serviva per mettere un freno all’Unione Sovietica e procedere con le missioni che altrimenti avrebbero impiegato ancora qualche anno prima di portare al risultato sperato.

Chissà se in futuro qualcuno riuscirà a mettere la parola fine a questi dubbi, in un senso o nell’altro.

Fonte 1: Allunaggio
Fonte 2: Lo sbarco sulla luna, balle spaziali
Fonte 3: Sbarco sulla luna o truffa colossale
Fonte 4: Cento risposte su luna e dintorni
Fonte 5: Antibufala: Siamo mai andati sulla luna?