Mage: quinta seduta

27 luglio 2009

Eleni, al telefono della cabina che si erge solitaria nell’umbra e che probabilmente funge da punto di ritorno verso il mondo reale, sta parlando con Amil mentre Mia sta corendo verso di lei. Joseph si trova ancora vicino al lord e dopo averlo salutato si dirige verso le due ragazze sempre attorniato dagli spiriti del paradosso.

Una volta giunto nei pressi della cabina, Joseph viene visto da Eleni che dice ad Amil di aprire il portale e nel giro qualche secondo un nuovo squarcio si apre nell’aria lasciando intravedere la stanza del B&B. Eleni e Mia lo attraversano senza problemi mentre il professore cerca di creare una bolla protettiva per evitare di essere seguito dagli spiriti, ma il tentantivo non ha successo. Mentre Mia si connette alla mente di Joseph, Mark (che si trova già nella stanza) tenta di teletrasportarlo riusciendoci; gli spiriti rimangono bloccati nell’umbra e mentre tentano un disperato tentativo di oltrepassare il portale, questo si chiude.

Il gruppo esce dal B&B discutendo di quello che hanno visto e cercando di capire il senso di tutto quello che sta succedendo. Si dirigono verso la fermata dell’autobus più vicina e quando il mezzo arriva, con una corsa riescono a salirvi. Nello stesso istante Mia percepisce la presenza di un uomo in nero proprio alla fermata che però non è riuscito a salire sul bus.

Mark e Joseph discutono sulle azioni da intraprendere e quando Joseph afferma che non è il caso di tornare ad avvertire Eloise e Black, il ragazzo si allontana sedendosi in una poltroncina in fondo all’autobus, isolandosi con le cuffie del suo lettore mp3. La decisione è quella di avvicinarsi al punto dove viene percepita la presenza di Pheus, quindi il gruppo cambia autobus e si dirige verso est. Durante il tragitto Joseph ed Eleni parlano del destino e del caos, ma i discorsi sembrano non interessare a Mia che si addormente e a Mark che continua ad ascoltare 2Pac sul suo lettore mp3.

Quando l’autobus raggiunge una fermata che poi lo porterebbe lontano dalla presenza di Pheus, il gruppo scende e prosegue a piedi leggermente distanziato: davanti Mark che indica la strada, poi Mia ed Eleni ed infine Joseph. La zona è residenziale, con case basse e strade non troppo larghe, non c’è molta gente in giro e Mia decide di fermarsi a prendere una tazza di the dal Pakistano mentre Eleni aspetta in strada per non predere di vista Mark.

Ad un certo punto Mark si ferma davanti ad una chiesa protestante da cui sembra provenire chiaramente il segnale di Pheus, una volta raggiunto dagli altri, Joseph cerca di avvicinarsi per sentire se ci sono presenze vive all’interno dell’edificio, ma dopo aver esplorato ogni angolo della chiesa e della canonica il responso non indica nessuna presenza vitale.

I quattro si avvicinano alla porta di ingresso e dopo che Eleni ha osservato il passato, non notando nulla di anormale, Mark apre la serratura ed il gruppo entra. Una volta all’interno e dopo essersi fatto il segno della croce, Joseph percepisce un accumulo di quintessenza nella zona della fonte battesimale e proprio nella stessa posizione, ma all’interno dell’umbra, Eleni percepisce la presenza di spiriti con le ali che cantano una dolce melodia. Eleni chiede notizie di Pheus ma non arriva nessuna risposta. Cercando ancora nell’umbra, Eleni trova un specia di fonte e toccandola percepisce una sorta di prurito alle mani.

Eleni cerca di capire qualcosa di più chiamando Athena, che si manifesta come un grande volto, mostrando un palese senso di fastidio. La dea risponde che Pheus si trova in questo luogo, ma avverte di prestare molta attenzione, quindi svanisce immediatamente.

I quattro si dirigono nel punto dove Eleni ha percepito la presenza della fonte che si trova all’interno della canonica. Dopo che Mia riesce a scassinare la porta chiusa a chiave, il gruppo entra e trova una stanza sobria con una scrivania, una rastrelliera con alcuni abiti sacri ed un armadio. La stanza è illuminata dalla luce che proviene dai lampioni all’esterno.

Mark decide di aprire l’armadio ed all’interno trova alcuni oggetti tra cui un ciondolo a forma di tao da cui proviene l’essenza di Pheus. Joseph lo esamina e cerca di spostarsi nel tempo per capire chi l’abbia portato in quel luogo. Il professore ricorda quando un anno prima partecipò all’ostensione nella città di Torino e la sensazione passando sotto la sindone è la stessa provata in quel momento. Joseph capisce che si tratta di un oggetto che permette di trasferirsi in un’altra realtà e che un uomo ha raccolto il ciondolo subito dopo l’esplosione e l’ha portato nell’armadio. Il professore riesce anche a vedere che la stessa persona che indossava il ciondolo ha scritto una email indirizzata al Capitano Mallory in cui c’era scritto che il lavoro stava procedendo e nell’istante successivo un portale si apre verso un altra realtà in cui si intravede un essere enorme.

Joseph riconsegna il ciondolo a Mark che lo mette al collo. Il gruppo esplora l’edificio alla ricerca di altri indizi, ma la ricerca è vana, quindi tornano nella stanza dell’armadio e Mark tenta di usare il potere dell’amuleto. Immediatamente si sente trasportare verso l’alto ad una velocità straordinaria fino ad arrivare in un luogo che sembra una fognatura. Mark si muove seguendo un tunnel e trova due scalette che salgono verso l’alto fino ad arrivare ad una sorta di tombino. Dopo essere salito su quella di destra, il ragazzo cerca di aprire piano il cerchio di metallo fino a scorgere un ambiente chiuso popolato da strani veicoli. Dopo essere di nuovo sceso ed essersi concentrato, Mark precipita verso il basso fino a tornare nella stanza dove racconta agli altri la sua esperienza.

Probabilmente si tratta di Autoctonia, una città dei tecnocrati utilizzata come base operativa in cui vengono svolti esperimenti.

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Mage: quarta seduta

18 luglio 2009

Il paesaggio al di là del portale ha una tonalità color seppia ed una immensa pianura si estende davanti agli occhi del gruppo. Una volta entrati nell’umbra, i corpi sembrano rimanere inalterati, ma gli oggi appaiono diversi, con caratteristiche che li avvicinano alla natura. Una camicia ad esempio diventa della consistenza della corteccia degli alberi ed un orologio prende le sembianze di un fiore il cui stelo si avviluppa attorno al braccio. La tecnologia in questo mondo non esiste ed forse una delle ragioni perchè i tecnocrati vogliono mantenere celato questo mondo al resto dell’umanità.

Una volta superata la breccia, questa si chiude ed i quattro ragazzi rimangono soli. Di fronte in lontananza il turbinio di spiriti, che volteggiano formando delle spirali, sembra muoversi in maniera ordinata ed ogni spirito rimane sempre nella stessa orbita.

Mark vorrebbe provare a contattare uno dei suoi compagni adepti che probabilmente è rimasto ucciso durante l’esplosione e ritiene che Tiger possa essere la persona giusta, ma non avendo il necessario potere, cerca aiuto in Mia ed Eleni. La prima cerca di trasferire l’immagine di Tiger dalla mente di Mark a quella di Eleni e quest’ultima tenta di richiamarne lo spirito. Dopo un primo tentativo fallito, finalmente il contatto sembra avvenire e da lontano si materializza una figura animale, un cerco, che trotta verso il gruppo.

Eleni domanda all’animale se può condurli da Tiger e questi annuisce abbassando il capo e girandosi verso il turbine di spiriti, si incammina nel luogo da dove era arrivato.

Eleni e Mark cercano di guardare avanti nel tempo, trovandosi andora più vicini al nucleo dove il ronzio è sempre più forte. Mark in particolare vede il centro dove è presente una sorta di bozzolo di colore azzurro ed al suo interno una figura umanoide rannicchiata in atteggiamenteo di difesa.

Il gruppo continua l’avvicinamento agli spiriti, l’aria è densa di quintessenza e tramite le abilità di Joseph i quattro ne accomulano un certo quantitativo. Ad un certo punto scorgono in lontananza un gruppo di figure dai colori sgargianti sopra ad un prato fiorito. Eleni in particolare nota che questi fiori nascono, crescono e muoiono molto velocemente ed in una sequenza continua. Al centro del prato c’è poi una persona anziana, seduta su uno scranno. Le conoscenze di Joseph permettono di capire che si tratta di uno dei signori dell’umbra, uno spirito millenario che ha acquistato potere e rispetto all’interno di questo mondo.

Dopo aver lasciato il cervo in attesa, il gruppo raggiunge l’anziano. Qui gli odori di fiori e frutta sono molto intensi e catturano i loro sensi. Eleni si inginocchia sul prato e si rivolge al lord in tono solenne salutandolo.

Il signore ringrazia e chiede chi si rivolge a lui e per quali motivo. Eleni, seguita da Mark, spiega che stanno cercando degli amici morti durante una esplosione e chiede se saranno in grado di raggiungere il centro del turbine vivi. L’anziano risponde che l’unico modo per arrivarvi è liberarsi del paradosso ed aggiunge che chi ha scatenato tutto questo è qualcuno che viene da fuori, qualcuno di molto puzzolente. Le altre creature che circondano il signore dell’umbra cominciano a toccarsi il naso facendo delle smorfie e ripetendo come in una cantilena che era puzzolente, molto puzzolente.

Dopo aver ringraziato l’anziano per queste indicazioni, il gruppo torna ad avvicinarsi agli spiriti e ritrovando il cervo, Joseph tenta di scagliare la quintessenza verso il vortice, l’effetto è che gli spiriti attaccano questo flusso di energia e lo disgregano. Ora è più chiaro quello che sta succedendo all’interno del turbine, grumi di quintessenza si staccano dal centro e vengono scagliati verso l’esterno ed il ronzio aumenta quasi a coprire qualsiasi altro suono.

Tutti decidono allora di liberarsi della quintessenza accumulata in precedenza eseguendo alcune semplici magie, ma questa volta alcuni spiriti si staccano dal centro e si dirigono verso il gruppo. Uno di questi allunga i tentacoli verso Joseph che tenta di contrastarlo riusciendo a ricacciarlo indietro. Il professore recupera il paradosso dagli altri, pronto ad usarlo come arma contro questi spiriti.

Il ronzio diventa quasi insopportabile, ormai è quasi difficile riuscire a parlare se non alzando molto la voce. Joseph tenta di lanciare una parte del paradosso verso il centro e proprio in quel punto si crea una sorta di varco che per un istante scopre il bozzolo azzurro visto da Mark in precedenza, poi l’apertura si richiude.

Altri spiriti tentano di attaccare il gruppo, il professore riesce ancora a bloccarne un paio, mentre un terzo quasi colpisce Eleni che all’ultimo momento evita l’impatto.

Mark tenta di teleportarsi al centro, ma dopo essersi concentrato si ritrova nella camera da letto di casa sua. Dopo essersi ripreso dalla sorpresa, cerca di uscire dalla porta, ma si ritrova di nuovo nella camera; tanta allora si guardare dalla finestra, ma di nuovo vede dall’altra parte l’immagine speculare della sua stanza. Un ulteriore tentativo di teleport verso la camera del B&B da cui erano saltati nell’umbra riesce e Mark si ritrova nella stanza, solo, senza più il portale per unirsi agli amici.

Mia cerca un contatto mentale con Mark e l’effetto è quello si sentirlo tutto attorno senza riuscire ad identificare una direzione precisa. Insieme ad Eleni decidono di allontanarsi da quel luogo, mentre Joseph si avvicina ancora di più. Il professore riesce a creare di nuovo un varco ed entrare in contatto con il nucleo; la sensazione è quella di calore e di qualcosa che penetra nella sua mente e che gli parla dicendo che lui è il guardiano del nodo e che ha bisogno di aiuto. Qualcuno da fuori è arrivato per distruggerlo e l’unico modo per salvarlo è ripristinare le cose come erano prima dell’esplosione. Lui rimarrà fino a quando il nodo sarà ricreato o fino a quando tutto cesserà di esistere. Il guardiano aggiunge anche che ricorda un altro essere umano, simile a Joseph che ha portato la creatura che ha distrutto tutto quanto.

Eleni cerca di mettersi in contatto con Athena che risponde chiedendo di essere messa in contatto con il signore dell’umbra, nel frattempo Mia cerca di leggere la mente dell’essere all’interno del nucleo e percepisce un sentimento di gratitudine e di rassegnazione.

Nel mondo reale intanto Mark tenta di contattare DEM attraverso il suo terminale portatile chiedendo di intercedere con Amil per tornare nell’umbra. DEM risponde con una richiesta di aiuto perchè si trova intrappolato nella rete. I due cercando di unire gli sforzi e le conoscenze e dopo alcuni tentativi riescono nell’operazione.

Dopo aver raggiunto il lord, Eleni si rivolge a lui che le parla di una reliquia che si trova nei pressi del nucleo. Vicino a lei Mia percepisce il nome di qualcuno e chiede al signore dell’umbra e ad Athena tramite l’amica maggiori informazioni, ma solo l’anziano risponde che si tratta di un antico che non esiste più da molto tempo e che è stato lui a mettere qui il guardiano. Il lord aggiunge che forse sarà necessario consultare un Oracolo del tempo.

Mia ed Eleni ricevute queste informazioni si dirigono verso la cabina telefonica mentre Joseph tenta di allontanarsi dal nucleo seguito da un gruppo di spiriti che si sono disposti a cilindro. Nello stesso momento DEM sente bussare alla porta della sua stanza.


Mage: terza seduta

9 luglio 2009

Joseph si innoltra nell’oscurità del tunnel metropolitano consapevole di avere di fronte un essere potenzialmente pericoloso, ma proprio per questo molto interessante. Mentre agisce sul proprio talismano, l’essere riconosce l’oggetto e ricorda di averne avuto uno.

Il dialogo prosegue in maniera cordiale ma distaccato, l’interlocutore di Joseph afferma di essere uno di Loro e di essere in cerca di informazioni, la notizia non soprende troppo Joseph che afferma anche lui di essere alla ricerca del motivo di quello che è successo.

C’è inizialmente diffidenza tra i due, ma anche un certo rispetto ed alla fine decidono entrambi di fidarsi. Dopo essersi presentati discutono dell’esplosione della sera prima: Joseph afferma che la dispersione di un nodo può avvenire spontaneamente, ma può essere anche indotta da qualcuno o da qualcosa; Calcipher, afferma che in effetti cose del genere non capitano spesso e che i nodi e i flussi sono strutture molto difficili da alterare, afferma anche di non essere il responsabile di quanto accaduto e che sono in pochi coloro in grado di provocare lo scioglimento di un nodo e conclude dicendo che gli Adepti Virtuali stavano facendo delle ricerce e dei calcoli di cui probabilmente ora non sarà rimasto molto.

Joseph è convinto che ci sia una stretta connessione tra le ricerche degli Adepti Virtuali e l’esplosione e si rammarica di non essersi informato meglio in precedenza. Dal momento che gli obiettivi sono comuni, Joseph azzarda l’ipotesi di poter collaborare per arrivare a trovare una risposta.

Calcipher sorride e avverte Joseph di prestare attenzione perchè se lui si sta comportando in maniera non ostile, il gruppo che l’ha mandato potrebbe non pensarla allo stesso modo. Aggiunge anche che la comunità di maghi non ha ancora mandato nessuno ad indagare e che lui invece sa di trovare in quel luogo le risposte che cerca e che forse riuscirà a risalire al responsabile ed al motivo.

Il dialogo si conclude cordialmente ed entrambi sono convinti che le loro strade si incroceranno di nuovo. Joseph invia un messaggio a Mark e decide di tornare alla villetta di Black.

Nello stesso momento Mark prende la metropolitana fino a Tower Hill quindi cambia linea salendo sulla verde che l’avrebbe portato ad est, verso Upminster. La presenza vitale di Pheus è sempre più intensa e Mark capisce di essere nella direzione giusta.

La metro è abbastanza affollata di persone, quando una ragazza mora attira l’attenzione di Mark. Porta i capelli divisi in ciocche fissate con il gel ed è truccata in modo vagamente emo. Si siede vicino a Mark e gli lancia qualche sguardo.

Mark tenta di parlare con la ragazza quando lei sottovoce lo chiama per nome. Dice di essere Eloise e racconta che Pheus ha tradito ed è il responsabile di quello che è successo. Racconta che ormai da qualche anno sta conducendo esperimenti e calcoli e che alla fine ha provocato l’esplosione del nodo.

Mark è confuso, credere che Pheus abbia tradito è difficile ed inoltre ricorda il messaggio di qualche minuto prima in cui si diceva che Eloise era in mano Loro. Decide di fare una domanda alla ragazza per capire se si tratti davvero della sua amica e la risposta lo convince che si tratta proprio della persona di cui è segretamente innamorato.

Nel negozio di libri Mia ha trovato intanto quello che cercava e si appresta a tornare alla villetta di Black. Convince Denzel di avere un impegno e di dover passare ancora la notte fuori per stare vicino ad una sua amica. Mia prende le chiavi del furgone ed esce dal negozio.

Eleni si riprende piano piano dall’intensa esperienza vissuta, e percepisce di aver provato qualcosa come una febbre alta che entra nelle ossa e ti debilita. Nonostante le forze non siano ancora tornate completamente, decide di provare ad evocare Pheus per fargli delle domande, il tentativo però non riesce perchè gli spiriti dell’umbra affermano di non conoscere nessuno con quel nome.

Dopo aver lasciato Calcipher, Joseph cerca di risalire sulla metropolitana utilizzando i respingenti dell’ultimo vagone come una scala, ma un movimento maldestro gli fanno perdere l’equilibrio e si ritrova a terra. Alcuni poliziotti lo vedono e Joseph simula il fatto di essersi fatto male chiedendo un po’ d’acqua per riprendersi. I poliziotti sono insospettiti da questo strano comportamento e gli chiedono di seguirlo per fargli qualche domanda.

Mark dice ad Eloise che ora si trova insieme ad altri maghi in un luogo sicuro e che devono assolutamente tornare per fare il punto della situazione con gli altri. Eloise è spaventata, ma acconsente e decidono di scendere alla fermata successiva per prendere il treno che li avrebbe riportati indietro.

Eloise ad un certo punto si ferma e dice di aver percepito che qualcuno ha tentato di sondare la sua mente, i due affrettano il passo e si dirigono verso le piattaforme di scambio delle linee quando due poliziotti gli intimano di fermarsi. Eloise comincia a correre e Mark la segue salendo sui nastri trasportatori.

I due poliziotti li rincorrono e sembrano avvicinarsi; Mark rallentando un poco, si gira e cerca di spostare una valigia per fare inciampare il poliziotto più avanzato, l’operazione riesce solo in parte perchè l’uomo più vicino con un balzo sale sul corrimano mentre quello più indietro blocca lo spostamento della valigia.

Mark riprendere a correre, ma contemporaneamente appoggia la mano al corrimano concentrandosi e bloccandolo all’istante. I due poliziotti perdono l’equilibrio e cadono, ma quello più avanzato riesce in qualche modo a tenersi in equilibrio e pur avendo perso terreno continua l’inseguimento.

Eloise che si era fermata per aspettare l’amico, viene raggiunta da Mark ed insieme proseguono la corsa, ma si trovano di fronte altri tre poliziotti che gli sbarrano la strada. La ragazza indossa un auriocolare ed allungando un braccio si concentra sulle tre guardrie riusciendo a metterne fuori combattimento due, mentre la terza urla qualcosa alla ricetrasmittente.

I due ragazzi riprendono la corsa e con un ultimo scatto riescono ad entrare all’ultimo momento nel vagone della metropolitana. Un braccio di Mark rimane però incastrato nella porta provocandone l’riapertura, tenta una prima volta di chiuderlo con la magia, ma non riesce e nel frattempo uno dei poliziotti scende le scale camminando, ormai sicuro di averli catturati. Mark tenta ancora e questa volta riesce a richiudere le porte e far ripartire la matropolitana. L’ulima immagine che rimane impressa al ragazzo è il poliziotto che fa il gesto di scattare una fotografia.

Mia intanto percorre la strada verso la villetta di Black molto allegramente, canta e cerca di mettere in pratica le poche nozioni di magia acquisite riusciendo a cambiare per ben due volte il colore del semaforo da rosso a verde e destando un po’ di curiosità nei passanti.

Arrivata alla villetta, trova Black ed Eleni ad aspettare e poco dopo giungono anche Mark ed Eloise. Mark racconta quello che è successo e chi è la ragazza con lui. Mia è diffidente e cerca di sondare la mente di Eloise per capire se sta dicendo la verità ed il verdetto è positivo.

Dopo qualche minuto rientra anche Joseph che si dimostra fin da subito ostile nei confronti di Eloise. Questo comportamento unito ad alcune affermazioni/accuse di Mark destano sospetti nei confronti del professore e Mia decide di sondare anche la sua mente, ma viene bloccata da una contro-magia di Joseph.

Joseph comunque racconta del suo incontro con il personaggio nella metropolitana e DEM si inserisce nella discussione dicendo che la comunità londinese di maghi vorrebbe conoscere il gruppo facendo da intermediario, ma prima ha bisogno di fare alcune domande ad Eleni perchè è l’unica persona non di Londra.

Joseph è preoccupato, dice che ci sono molte forze in gioco, più di quelle che si sarebbe aspettato. Si rivolge ad Eloise per chiedere maggiori informazioni e la ragazza afferma che Pheus stava facendo calcoli e rapporti che poi inviava a qualcuno, ma non ricorda il destintario. Mia ed Eloise decidono di unire le proprie capacità per scavare nella mente dell’adepta virtuale e cercare di scoprire quel nome.

Riescono ad entrare nella mente di Eloise che guida il volo delle due ragazze mentre Mia cerca di riordinare i ricordi che incontrano lungo il percorso. Vedono una stanza con un ragazzo che sembra Pheus e poco dopo provano un grande dolore quando una craetura si getta verso di loro. Cercano di scavare ancora più a fondo e trovano un nome ripetuto più volte nei rapporti scritti da Pheus, si tratta del “Capitano Mallory”. Nello stesso momento Mia si rende conto che la figura sognata la notte prima era proprio il mentore di Marke e di Eloise.

Dopo aver riferito quando visto nella mente della ragazza, Mark ricorda che la creatura vista è uno spirito del paradosso, una sorta di clown che attacca utilizzando degli specchi deformanti.

Mark tanta di cercare in rete notizie relatia a questo Capitano Mallory, ma non risulta in nessuna lista delle forze di polizia, nemmeno negli archivi dei servizi segreti. Viene fatto anche un ultimo tentativo da Eleni e dallo stesso Mark per vedere il passato di Eloise, ma entrambi falliscono.

DEM si incarica allora di fare ulteriori ricerce su questo Capitano Mallory mentre il gruppo concorda sul fatto che sia necessario scaricare una parte dell’enorme quantità di paradosso accumulato da Eloise. Sembra infatti che la ragazza in seguito all’esplosione abbia raccolto talmente tanto paradosso da cambiare i proprio connotati.

Il gruppo decide di tornare sul luogo del disastro, ma l’identità di Mark è compromessa. Eloise dopo aver curato le ferite di Eleni e dello stesso Mark, utilizza le proprie arti per modificare i lineamenti del ragazzo scurendo il colore della pelle, alzando gli zigomi e rendendolo calvo e senza barba. Per completare il camuffamento, Mark decide di cambiare i vestiti.

Dopo aver preso l’autobus ed essersi avvicinati al luogo dell’esplosione, affitanno una stanza in un B&B per consentire ad Eleni di entrare nell’umbra. DEM avvisa Mark che la straniera avrà bisogno dell’aiuto di tutti e che tramite i poteri di Amil (il suo maestro) tutti potranno seguirla nel mondo degli spiriti.

Amil parla quindi attraverso il cellulare e dice a tutti di prepararsi, quando davanti al gruppo si apre uno squarcio nell’aria lasciando intravedere delle figure dall’altra parte. Un ronzio penetra nelle orecchie di tutti e li spinge ad entrare nell’apertura. La prima cosa che vedono è una cabina telefonica nei pressi del portale, poi in lontananza molti spiriti che ruotano attorno al luogo dove si è verificata l’esplosione del nodo. Il gruppo capisce che si tratta di spiriti del paradosso che dovranno superare per raggiugnere il loro obiettivo.


Mage: seconda seduta

6 luglio 2009

Sono le 22.30 a casa di Black Pitt. L’eterogeneo gruppo di persone è un po’ titubante all’ingresso quando Black li invita ad entrare e ad accomodorsi. La villetta è in stile inglese strutturata su due livelli, al piano terra c’è la cucina ed un soggiorno con una vetrata semicircolare che accoglie una cassapanca ed un tavolino, al centro del soggiorno un divano e due poltrone; in tutte le stanze regna sovrana la moquette.

Mark si siede sulla poltrona più lontana, mentre gli altri prendono posto sul divano e sull’altra poltrona. Black porta un notebook e lo appoggia sul tavolino del soggiorno collegandosi in rete con DEM.

Eleni racconta di come è stata spinta ad arrivare a Londra: la visione di una strada e di gente che fuggiva l’hanno convinta a prendere l’aereo che l’ha portata in città. Mia ascolta quello che viene detto continuando a capire poco, Joseph allora cerca di spiegare qualcosa riguardo alla quintessenza ed alle differenze tra i dormienti ed i risvegliati.

DEM chiama Mark che ascolta da lontano le conversazioni, dice che vorrebbe aiutarli, ma al momento non ha altre informazioni.

Nello stesso momento Black accende la televisione ed il gruppo ascolta il telegiornale che trasmette le immagini del luogo dell’esplosione, si parla di attentato e viene diramato un identikit di una ragazza che potrebbe essere coinvolta. I lineamenti ricordano vagamenti quelli di Eleni.

Mark, suo malgrado, viene coinvolto nella conversazione e rivolgendosi a Joseph racconta di aver sentito lui ed il suo maestro Pheus parlare di un progetto ed aver udito le parole “Fase Hobart”, ma di non sapere di cosa si trattasse.

Mia decide di fare una ricerca online e trova che la “Fase Hobart fa riferimento all’inversione del tempo e che viene menzionata in un libro “In senso inverso” che a sua volta menziona una profezia della bibbia.

Eleni chiede a DEM le sue origini e lui racconta che i suoi nonni erano pakistani, ma che nonostante il suo accento risenta ancora di questo passato, ormai da due generazioni la sua famiglia è stabile a Londra. Eleni cerca di scoprire dove si trovi DEM, ma riceve una scarica elettrica.

Anche Xeon utilizza il terminale per accedere a tutti i luoghi virtuali conosciuti da lui e dai suoi compagni adepti, ma sembra che tutto sia stato spazzato via, non esiste più nulla di questi spazi dove erano soliti incontrarsi.

Ad un certo punto tutto il gruppo sente dei movimenti nella quintessenza, piccole esplosioni a cadenza irregolare che sembrano essere gli spiriti del paradosso che si dirigono verso la città. JOseph vorrebbe seguirli e Mark con lui perchè ha il sospetto che l’esplosione sia il frutto del sabotagio di un esperimento di Pheus e che sia stato quindi generato involontariamente del paradosso che questi spiriti vogliono sanare andando a prendere i sopravvissuti.

DEM cerca di capire la situazione vicino al luogo del disastro e percepisce una dozzina di uomini in nero che stanno investigando, ma che ancora non hanno trovato nulla. Joseph crede che i due uomini che li avevano seguiti in precedenza facessero parte di questo gruppo e che li avessero presi di mira solo successivamente ai fatti accaduti.

Mia è preoccupata per il suo ragazzo, Denzel, e vorrebbe tornare a casa o comunque avvisarlo, il consiglio di tutti è quello di fare solo una telefonata. Alla viene concordato che è meglio passare la notte in casa di Black che sembra un rifugio sicuro.

Mia dopo aver scoperto di essere una risvegliata e che ci sono forze magiche che agiscono nel mondo, decide di disporre i mobili secondo il Fengshui e nel frattempo chiacchera con Black chiedendo le sue origini, di cosa si occupi nella vita e come fa a conoscere i risvegliati senza esserlo a sua volta.

Gli altri intanto cercano un posto dove poter riposare quando Eleni sente una vibrazione proveniente dagli spiriti e con fatica tenta di eccedere al loro mondo. Finalmente dopo alcuni tentativi riesce ad espandere la propria mente ed entrare in contatto con il mondo parallelo degli spiriti. Riesce a vedere pochi esseri ed in particolare viene attratta da uno di questi che ha l’aspetto di un ragazzo che si rivolge a lei in greco dicendo di chiamarsi Yoris e di essere un seguace di Mercurio. Continua dicendo che deve portare un messaggi ad Atena di cui Eleni e la discepola.

Eleni si isola per parlare con Atena e le chiede di poter fare da tramite facendo in modo che la dea parli con la sua voce. Atena concorda e procede con il rito di unione. Dal nulla alte colonne si innalzano verso il cielo ed Eleni accendi gli incensi necessari al rituale. Atena appare nella sua splendente armatura con in testa un elmo finemente lavorato, si avvicina ad Eleni fino a quando il suo spirito entra nel corpo della ragazza fondendosi con essa.

Eleni quindi torna a parlare con Yoris e chiede di ascoltare il messaggio. Yoris afferma che il discepolo di Ade è stato ucciso e che questi ne cercherà un altro e che quando l’avrà trovato tutti lo dovranno adorare. Il messaggio è indirizzato a tutti gli dei dell’Olimpo. Atena, come Poseidone, vogliono cercare questo nuovo discepolo prima che Ade riesca a mettersi in contatto con lui.

Eleni chiede infine ad Atena notizie sugli spiriti del paradosso e la dea la informa che sono essere lenti nell’agire. Quindi la ragazza si ritrova di nuovo nel letto al piano di sopra della casa di Black Pitt.

Mia nel frattempo cerca di sondare se stessa per per capire qualcosa di più su un sogno che ha fatto: una sorta di premonizione o di intuizione provocato da quanto è accaduto nelle ultime ore.

La notte passa tranquilla ed al mattino Black prepara la colazione per tutti. DEM che ha lavorato tutta la notte, informa di aver scoperto che gli esperimenti portati avanti da Pheus erano rivolti allo spostamento della quintessenza e dei nodi.

Mark viene attraversato da una brivido e percepisce che Pheus è vivo ed insiste quindi con gli altri per andare a fare un sopralluogo sul luogo dell’esplosione. L’adepto virtuale chiede a DEM se intorno alla zona ci sono ancora dei pericoli e la voce al computer afferma che in effetti i due isolati coinvolti sono ancora transennati e controllati da diversi uomini in divisa e non solo.

Eleni sembra debilitata, non riesce a svegliarsi completamente e riesce solamente ad avvisarci di aver visto in un altro piano un buco nel luogo dell’esplosione. Secondo DEM la ragazza deve rimanere a riposarsi, mentre il resto del gruppo dovrebbe recarsi in città.

Mia prende l’auto rubata da Mark e la porta in un posto lontano, quindi prende la metropolitana fino alla fermata vicino a casa sua. Uscendo dalla fermata si ritrova sotto la pioggia. Raggiunta la sua casa, entra e controlla l’appartamento. Non nota nulla di strano, ritrova tutto come si sarebbe aspettata di trovare dopo aver lasciato Denzel da solo. Decide di prendere le chiavi del furgone e di passare a trovare il fidanzato al negozio. Fuori la pioggia è battente, Mia guida fino al negozio e dopo aver parcheggiato entra facendo suonare le bacchette di metallo che fungono da campanello.

Il ragazzo è al bancone e la guarda un po’ accigliato, poi le sorride. I due parlano un poco.

Mark e Joseph escono insieme, ma decidono di avvicinarsi separatamente al luogo del disastro e si danno appuntamento per la sera di nuovo alla villetta. Joseph decide di prendere l’autobus, mentre Mark ha fretta ed utilizza la metropolitana che lo porta un paio di fermate prima di quella che avrebbe voluto raggiungere perchè la zona è stata interdetta. Dopo essere uscito dalla fermata vede tutta la zona presidiata dalla polizia, cerca un vicolo per avvicinarsi di più al palazzo dove si riuniva con gli altri adepti, ma alcune guardie lo fanno desistere.

Joseph si aggira intorno alla zona come un curioso ed avvicina un agente chiedendo cosa fosse successo. Questo risponde che forse si è trattato di una fuga di gas e che stanno ancora cercando se ci sono sopravvissuti.

Joseph decide allora di scendere nella metropolitana ed esamina la situazione. Vede un tunnel a cui è stato bloccato l’accesso, che si inoltra nella zona dell’esplosione. Entra in un bagno e dopo aver atteso di essere rimasto da solo decide di usare il talismano per teletrasportarsi nel tunnel, ma un messaggio al cellulare lo avverte di non usare la magia.

Mia intanto nel negozio cerca tra i libri qualcosa riguardo ai nodi di quintessenza e alle mappe dei flussi. Trova invece un libro che le sembra comunque interessante, parla di resurrezioni, di morti che sono tornati in vita. Si tratta di cose verosimili, ma che risalgono a periodi antichi. Trova poi anche libri sui flussi ed alcune notizie riguardo allo spostamenti dei nodi.

Mark prosegue il sopralluogo girando attorno ai due isolati coinvolti, cerca ancora di penetrare più addentro il settore transennato, ma ancora una volta i vicoli sono presidiati e non riesce a trovare un varco agibile.

Joseph, dopo aver rinunciato all’uso della magia, decide di entrare nel tunnel furtivamente; riesce ad entrare e si trova quasi subito completamente al buio. Percepisce non lontano una presenza e tenta di usare il talismano per sentirne i pensieri, ma viene investito da una voce che gli parla nella mente e gli dice che è da un po’ che aspettava e che in città sono in pochi ad interessarsi di cosa veramente sia successo.

Mark intanto cerca di analizzare la situazione e nota 2 gruppi di 3 persona vestite come gli uomini in nero che guardano verso l’esterno della zona transennata. Prova quindi ancora a percepire la presenza del suo maestro e la sente provenire da est in un luogo abbastanza lontano da quello in cui si trova. Nello stesso momento riceve un sms con scritto “Abbiamo Eloise…”.

Joseph sente che sta succedendo qualcosa e cerca di disperdere la quintessenza attorno a lui riuscendovi solo in parte. Percepisce una sensazione di vuoto tutto attorno e la persona che ha di fronte gli chiede di avvicinarsi per poter parlare meglio.


Mage: prima seduta

29 giugno 2009

Mark era appena uscito di casa e stava passeggiando lungo le strade di Londra, quella sera il suo mentore l’aveva convocato per un incontro nella sede dell’organizzazione a cui aveva aderito circa cinque anni prima.
Era il 7 di gennaio del 2011, una serata fredda e Mark indossava il solito paio di jeans con una felpa di una taglia in più, aveva il cappuccio tirato sulla testa ed un giubbotto per attenuare l’aria gelida della sera.
La mano infilata nella tasca stringeva il cellulare, diventato ormai non solo uno strumento di comunicazione, e si apprestava a girare in un vicolo cercando un po’ di concentrazione, quando un pensiero gli balenò nella mente: quella sera avrebbe proseguito come una persona normale, aveva una improvvisa voglia di gustarsi la città dai grandi finestrini del bus.
Stranamente non stava ascoltando la musica, le cuffie del suo lettore mp3 scendevano al di fuori della felpa, anche i rumori della città lo stavano aspettando. Arrivato alla fermata del bus si appoggio al palo dove erano esposti gli orari di passaggio dei mezzi pubblici e attese.

Eleni era appena arrivata all’aereoporto di Heatrow, vestita con un un paio di jeans ed un maglione di lana coperto da una giacca pesante, ai piedi portava delle normali scarpe da ginnastica ed un trolley al seguito che conteneva il necessario per il suo soggiorno. Si avvicinò al banco dell’ufficio informazioni dove una graziosa ragazza in divisa blu e cappellino la accolse con cordialità. Eleni chiese come potesse arrivare nel centro di Londra e la ragazza la informò immediatamente che una coppia era appena uscita per prendere un taxi che li avrebbe portati proprio nei pressi della sua destinazione.
Un inservienti si materializzò quasi immediatamente e con estrema gentilezza le prese il trolley accompagnandola all’uscita. La coppia in effetti era ferma sul marciapiede ed il ragazzo chiese se Eleni potesse aggregarsi a loro. L’uomo rispose affermativamente e proprio in quel momento arrivò il taxi che li accolse iniziando la sua corsa.

Mia era nel suo negozio nella zona di Chelsea e visto l’orario stava mettendo a posto gli ultimi libri prima di uscire. Era una ragazza magra, con gli occhi verdi e i capelli castani che le ricadevano sulle spalle, indossava una lunga gonna color panna ed una maglietta con una scollatura che la faceva apparire più attraente di quanto volesse dimostrare.
Mentre stava per riporre alcuni libri su uno scaffale senti aprire la porta del negozio e vide entrare una persona familiare.

Si trattava di Jospeh, un uomo sulla quarantina alto circa un metro e settantacinque con una barba incolta chre presentava qualche sbuffo grigio. Mia lo chiamò per nome e Joseph rispose, con la pacatezza che lo contraddistingueva, chiedendo scusa per l’orario e che avrebbe impiegato solamente qualche minuto, Mia sorrise e si diresse verso la cassa a completare le ultime operazioni di chiusura. Dopo qualche minuto entrambi vennero attraversati da una sensazione strana: Joseph percepì chiaramente che qualcosa non andava, mentre Mia avvertì solamente un brivido di freddo. Uscirono dal negozio insieme e l’uomo si offri di accompagnare la ragazza in taxi. Mia aveva fretta di tornare a casa con la metropolitana, ma alla fine si lasciò convincere da Joseph a muoversi in superficie ed a concedergli 15 minuti per controllare qualcosa di cui non aveva compreso il singnificato.

Nel frattempo Mark salì sul bus diretto verso l’edificio dove si sarebbe tenuto l’incontro, era seduto con la testa appoggiata al finestrino e gli occhi rivolti verso l’esterno a guardare le luci della sera, quando venne scosso da una vibrazione. Sollevò la testa e si gaurdò intorno, poi si alzò in piedi e si diresse verso l’autista.

Eleni sul taxi insieme ai due sconosciuti stava ripensando al motivo per cui aveva intrapreso questo viaggio, quando sentì dentro di se uno scombussolamento emotivo, si guardò intorno ed anche l’altra donna al suo fianco ebbe un sussulto.
Eleni cercò di guardare nel futuro e vide una colonna di fumo innalzarsi da una zona di Londra.

Dopo aver chiamato il taxi, Joseph si concentrò cercando di consultare il tempo futuro e chiudendo gli occhi vide un fumo nero proprio davanti a lui.

Mark rimase immobile davanti al grande parabrezza del bus, vide davanti a se qualcosa di molto insolito, piccole esplosioni in vari punti e poi una grande esplosione al centro di questi fenomeni. L’autista rimase senza fiato e Mark gli urlò di fermarsi. cercò disperatamente il pulsante per aprire le porte ed infine l’autista lo lasciò scendere. Mark corse a cercare un vicolo per teletrasportarsi nel luogo dell’incontro, quando ricevette un sms.

Eleni prosegui la sua corsa sul taxi dopo che questi lasciò la coppia in un’altra zona di Londra, quando davanti si presentò uno scenario quasi apocalitico, gente che correva da tutte le parti, sirene in lontananza che si avvicinavano e la colonna di fumo che si innalzava nera e opprimente.
Eleni decise di abbandonare per qualche istante il mondo reale e portarsi nell’umbra dove vide l’anima del palazzo esploso, una grande concentrazione di energia e le anime degli altri risvegliati che erano periti nel disastro.
Cercò di avvicinarne qualcuno facendo delle domande, ma questi erano ancora confusi e non riuscirono a darle indicazioni utili.

Jospeh e Mia sul taxi chiesero di farsi portare più avanti possibile quando anche loro vennero investiti dalla visione di quello che era successo. Il tassista proseguì ancora qualche centinaio di metri poi disse che non poteva più andare avanti e li lasciò scendere.

Mark lesse il messaggio, diceva di fuggire, ma non a piedi, era confuso e vide chiaramente che l’esplosione era avvenuta nel palazzo dove aveva sede l’organizzazione di cui faceva parte. Cerco di percepire la presenza del suo mentore, ma non riuscì a capire se fosse ancora vivo, allora decise di teletrasportarsi su un palazzo lì vicino per cercare di osservare meglio la situazione, ma il tentativo fallì e si trovò a cadere da circa 2 metri di altezza proprio su un marciapiede lì vicino.

Eleni era appena uscita dal taxi, quando vide cadere dall’alto un ragazzo sui 25 anni, i due si guardarono per qualche istante poi il ragazzo schizzò via correndo.

Joseph e Mia proseguirono a piedi verso la zona del disastro e Joseph cercò di nuovo di guardare il futuro vedendo un’auto sfrecciare ad alta velocità nei pressi del luogo dove si trovavano.

Mark si rialzò e si trovò di fronte una donna, la guardò per qualche istante incuriosito, ma non aveva tempo e corse a cercare un’auto. La trovò lì vicino e vi si teletrasportò dentro con troppa violenza sbattendo sull’interno della portiera. Imprecando a voce alta riuscì a metterla in moto e partì in direzione sud. Un altro messaggio lo informò che avrebbe dovuto recarsi al primo terminale disponibile e collegarsi in rete.

Joseph si diresse nel punto dove aveva visto l’auto sfrecciare e Mia lo seguì quasi in trance, non riusciva a capire cosa stesse succedendo e ad intervalli quasi regolari chiedeva all’uomo cosa fosse quel fumo, perchè si trovassero lì e dove stessero andando.
Arrivati nel punto della visione, videro effettivamente un’auto passare ad alta velocità, Jospeh allora cercò ancora nel futuro e questa volta vide due auto all’incrocio successivo in un apparente inseguimento.

Eleni cercò di seguire la direzione che aveva preso il ragazzo con l’auto, il suo viso l’aveva incuriosità e sentiva che doveva proseguire.

Mark si guardò intorno senza notare nulla di strano, poi all’improvviso sentì uno stridere di gomme ed una cadillac nera si materializzò dietro di lui.
Mark accellerò e nel tentativo di svoltare andò ad urtare alcuni tavolini di un bar all’angolo della strada. La cadillac era sempre più vicina.
All’improvviso un bidone della spazzatura venne scagliato sulla strada andando ad urtare la cadillac nera che rovinò contro una cabina del telefono. Dal fondo dell’auto una scarica elettrica lasciò una scia lungo la strada ed il motore si spense.
Mark proseguì la sua fuga ancora più avanti, verso un internet cafè che conosceva bene.

Joseph e Mia videro la scena e cercarono di raggiungere il luogo dell’incidente, l’uomo vide passare davanti a se l’auto che aveva visto nella sua visione ed un ragazzo sui 25 anni al suo interno.
Dalla cadillac nera uscirono due uomini vestiti di nero con occhiali scuri che si diressero verso i due amici. Estrassero le armi, una pistola ed un fucile e li puntarono su entrambi.
L’uomo con la pistola premette il grilleto, ma l’arma si inceppò provocando una smorfia d’ira nel suo volto; l’altro invece riuscì a far funzionare il fucile colpendo su un fianco Jospeh che si riparò dietro un angolo della strada.
Mia rimase per un attimo interdetta, poi segui l’amico.

Eleni ormai era arrivata sul luogo dell’incidente e vide i due uomini sparare, quello con la pistola si girò sentendo arrivare un’altra persona e questa volta sparò in direzione di Eleni che tornò rapidamente nell’umbra preparandosi a modificare il tempo per evitare la pallottola. In questa nuova condizione vide che il proiettile nella sua corsa attirava quintessenza lasciando una scia dietro di se, ad un certo punto però cambiò direzione ed oltrepassò Eleni senza colpirla.

Jospeh da dietro l’angolo cerco di percepire l’essenza vitale delle due figure che li stavano braccando. Si concentrò e scagliò una di queste verso l’alto con estrema violenza.

Mark intanto parcheggiò l’auto ed entrò nel locale. Il ragazzo al banco lo salutò e gli diede la postazione numero 15, quella in fondo alla stanza.
Mark si posizionò al terminale e ricevette un altro sms che lo invitava a collegarsi a quello che i dormienti chiamano skype. Appena trovato arrivò una chiamata ed una voce cupa e greve parlò a Mark dicendo che era appena esploso un nodo di energia e che avrebbe dovuto fuggire perchè lo stavano cercando. Disse anche che non tutti erano cattivi e che doveva trovare le persone che aveva incrociato in precedenza.
Mark chiese se il mentore fosse vivo, ma la risposta fu vaga e la preoccupazione del ragazzo crebbe.
Dopo aver interrotto il collegamento uscì dal locale e riprendendo l’auto cercò di tornare nel luogo dove la cadillac nera si era schiantata.

Nello stesso momento l’uomo in nero rimasto a terra rivolse lo sguardo verso l’alto e preso dal panico scappò via. L’uomo scagliato in aria prosegui la sua parabola verso l’alto e quindi cominciò a ridiscendere.
A terra Joseph e Mia guardavano la scena e Mia istintivamente si concentrò su un grosso bidone spostandolo verso il centro della strada con l’intenzione di incrociare la traiettoria dell’uomo che stava cadendo.
L’uomo infatti terminò la sua discesa proprio all’interno del bidone con un schianto.
Joseph e Mia si avvicinarono da un lato e dall’altro anche Eleni corse al bidone che scomparve lasciando in mostra l’uomo rantolante.

Mark ricevette un altro sms che lo invitava ad affrettarsi dicendo che non c’era molto tempo, avevano solo poco più di 9 minuti.
Una volta raggiunto il gruppetto abbassò il finestrino gridando ai tre di salire in macchina. Questi rimaserò perplessi non sapendo cosa fare, Mark ripetè che non c’era tempo e che dovevano trovare un luogo sicuro.

Eleni riconoscendo il ragazzo alla guida dell’auto entrò per prima, poi fu seguita da Mia e quindi da Joseph che guardando Mark gli chiese chi fosse.
Mark ignorò la domanda e cercò di ripartire in fretta, ma sbagliando ad insire la marcia fece solamente ruggire a vuoto il motore, Mia allora spinse il cambio dell’auto inserendo la prima e facendo schizzare improvvisamente l’auto.
Joseph tornò a chiedere chi fosse il ragazzo, il quale disse che non era sicuro di potersi fidare completamente, ma dopo un breve scambio di battute decisero tutti che dovevano fidarsi l’uno dell’altro.

Mark guidava senza una meta precisa chiedendo agli altri se conoscevano un luogo sicuro dove andare, Mia disse che casa sua poteva essere un luogo sicuro, quando ricevetterò una chiamata al cellulare di Mark, l’interlocutore dall’altra parte del telefono chiese di essere messo in vivavoce e raccontò che era lui il responsabile di alcune azioni che avevano aiutato i quattro a riunirsi e a togliersi dai guai.
Mark chiese se conosceva un posto dove rifugiarsi e lui indicò una piccola villetta nella periferia di Londra.
I quattro proseguirono seguendo le indicazioni dell’uomo al telefono ed arrivarono ad una piccola casetta con ingresso indendente.
Parcheggiarono e bussarono alla porta, questa emise un rumore come di ingranaggi che sbloccano un consegno e si aprì.
I quattro entrarono e un uomo si presentò a loro dicendo di chiamarsi Black Bitt e che li stava aspettando già da un po’.


Anche Dave Arneson ci ha lasciato…

10 aprile 2009

Nel marzo del 2008, all’età di 69 anni, moriva uno dei padri del gioco di ruolo: Gary Gygax che negli hanni ’70 aveva dato vita al famoso Dungeons & Dragons.

Oggi a causa di un tumore è morto anche Dave Arneson, forse meno conosciuto di Gygax, ma altrettanto importante per i giochi di ruolo. Aveva la passione per i giochi di guerra di ambientazione medioevale e prima ancora di incontrare Gygax aveva dato forma ad alcune delle regole (livelli, punti ferita, ecc.) che avrebbero accompagnato i giocatori di ruolo nel corso degli anni e che continuano ancora oggi ad costituire le assi portanti dei moderni RPG.

Con l’amico e rivale si incontrà agli inizi degli anni ’70 quando Gygax riuscì a trovare un investitore per fondare la TSR e con cui Arneson collaborò per un breve periodo di tempo prima di intentare una causa per il mancato pagamento delle royalties.

Dopo un accordo extragiudiziale che pose fine alla tensione tra i duei, Arneson venne riconosciuto co-creatore del gioco, ma non trovò più posto alla TSR e si lanciò in altre iniziative sempre legate al gioco di ruolo senza però avere molto successo.

Ora è giusto ricordarlo perchè è grazie anche a lui se questo mondo fantastico ha potuto evolversi e permetterci di far volare la nostra mente attraverso monti inesplorati e popolati da creature fiabesche.

Fonte: Fantasy Magazine