Intelligenza artificiale: i Bot

I Bot (abbreviazione di robot) sono dei programmi che simulano il comportamento umano e lo applicano in alcuni campi dell’informatica. Esistono ad esempio bot per il web (generalmente gli spider dei motori di ricerca) e per i videogiochi (possono sostituire la persona fisica in sessione di gioco infinite).

Bisogna anche distinguere una categoria di bot che, nei videogiochi, normalmente vengono chiamati NPC e rappresentano delle entità mosse dal software per interagire con i giocatori umani sia aiutandoli, sia scontrandosi con essi.

E’ importante fare questa distinzione perchè spesso nell’ambito videoludico, gli NPC sono creati direttamente dagli sviluppatori del videogioco e ne sono parte integrante, mentre i Bot vengono realizzati da programmatori per ingannare o semplicemente facilitare il gioco e spesso non sono graditi e autorizzati dalle aziende distributrici dei videogiochi.

Questo perchè spesso in questo modo viene rovinata l’esperienza di gioco, dove non è più l’abilità umana o la pazienza a fare la differenza, ma si sfrutta la velocità di calcolo del PC per avere  vantaggi e, parafrasando una nota pubblicità, vincere facile.

Un esempio che conosco abbastanza bene è rappresentato da un World of Warcraft, un MMORPG (Massive Multiplayer Online Role Playing Game – Gioco di Ruolo Online) molto diffuso e giocato, che spesso soffre delle incursioni da parte di Bot che facilitano lo sviluppo di personaggi e l’accumulo di denaro virtuale per ottenere vantaggi a discapito di chi invece utilizza solo le proprie capacità di persona umana. I programmatori del gioco (Blizzard) cercando di combattere questi Bot e li eliminano costantemente dal gioco perchè falsano l’esperienza videoludica, ma è un continuo rincorrersi che probabilmente non avrà mai fine.

Ma i Bot non sono solo oggetti negativi, a Milano infatti si è appena concluso il BotPrize, un contest organizzato dall’IEEE Computational Symposium on Intelligence and Games del politecnico che ha raccolto programmatori da tutto il mondo per sviluppare l’intelligenza artificiale applicata ai videogiochi.

L’obiettivo era quello di creare un Bot per il videogioco Unreal Tournament 2004, che una giuria avrebbe testato (in due sessioni da 15 minuti, una con lo stesso Bot ed una con una persona umana) per determinare quale fosse il più simile al comportamento umano.

Il senso principale di questo evento è proprio quello di simulare il comportamento umano attraverso algoritmi di intelligenza artificiale che possono avere origine nel mondo videoludico, ma che possono poi essere applicati in altri campi della scienza.

Nessuno dei 15 partecipandi ha però raggiunto l’obiettivo ed è solo stato consegnato un premi di consolazione per chi si fosse avvicinato di più allo scopo del contest.

La creazione di una IA perfetta continua quindi ad essere una sfida abbastanza complessa che impegnerà studiosi e programmatori ancora per diverso tempo.

Fonte 1: Intelligenza artificiale, a Milano i bot più hot
Fonte 2: Bot

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