Mage: quinta seduta

Eleni, al telefono della cabina che si erge solitaria nell’umbra e che probabilmente funge da punto di ritorno verso il mondo reale, sta parlando con Amil mentre Mia sta corendo verso di lei. Joseph si trova ancora vicino al lord e dopo averlo salutato si dirige verso le due ragazze sempre attorniato dagli spiriti del paradosso.

Una volta giunto nei pressi della cabina, Joseph viene visto da Eleni che dice ad Amil di aprire il portale e nel giro qualche secondo un nuovo squarcio si apre nell’aria lasciando intravedere la stanza del B&B. Eleni e Mia lo attraversano senza problemi mentre il professore cerca di creare una bolla protettiva per evitare di essere seguito dagli spiriti, ma il tentantivo non ha successo. Mentre Mia si connette alla mente di Joseph, Mark (che si trova già nella stanza) tenta di teletrasportarlo riusciendoci; gli spiriti rimangono bloccati nell’umbra e mentre tentano un disperato tentativo di oltrepassare il portale, questo si chiude.

Il gruppo esce dal B&B discutendo di quello che hanno visto e cercando di capire il senso di tutto quello che sta succedendo. Si dirigono verso la fermata dell’autobus più vicina e quando il mezzo arriva, con una corsa riescono a salirvi. Nello stesso istante Mia percepisce la presenza di un uomo in nero proprio alla fermata che però non è riuscito a salire sul bus.

Mark e Joseph discutono sulle azioni da intraprendere e quando Joseph afferma che non è il caso di tornare ad avvertire Eloise e Black, il ragazzo si allontana sedendosi in una poltroncina in fondo all’autobus, isolandosi con le cuffie del suo lettore mp3. La decisione è quella di avvicinarsi al punto dove viene percepita la presenza di Pheus, quindi il gruppo cambia autobus e si dirige verso est. Durante il tragitto Joseph ed Eleni parlano del destino e del caos, ma i discorsi sembrano non interessare a Mia che si addormente e a Mark che continua ad ascoltare 2Pac sul suo lettore mp3.

Quando l’autobus raggiunge una fermata che poi lo porterebbe lontano dalla presenza di Pheus, il gruppo scende e prosegue a piedi leggermente distanziato: davanti Mark che indica la strada, poi Mia ed Eleni ed infine Joseph. La zona è residenziale, con case basse e strade non troppo larghe, non c’è molta gente in giro e Mia decide di fermarsi a prendere una tazza di the dal Pakistano mentre Eleni aspetta in strada per non predere di vista Mark.

Ad un certo punto Mark si ferma davanti ad una chiesa protestante da cui sembra provenire chiaramente il segnale di Pheus, una volta raggiunto dagli altri, Joseph cerca di avvicinarsi per sentire se ci sono presenze vive all’interno dell’edificio, ma dopo aver esplorato ogni angolo della chiesa e della canonica il responso non indica nessuna presenza vitale.

I quattro si avvicinano alla porta di ingresso e dopo che Eleni ha osservato il passato, non notando nulla di anormale, Mark apre la serratura ed il gruppo entra. Una volta all’interno e dopo essersi fatto il segno della croce, Joseph percepisce un accumulo di quintessenza nella zona della fonte battesimale e proprio nella stessa posizione, ma all’interno dell’umbra, Eleni percepisce la presenza di spiriti con le ali che cantano una dolce melodia. Eleni chiede notizie di Pheus ma non arriva nessuna risposta. Cercando ancora nell’umbra, Eleni trova un specia di fonte e toccandola percepisce una sorta di prurito alle mani.

Eleni cerca di capire qualcosa di più chiamando Athena, che si manifesta come un grande volto, mostrando un palese senso di fastidio. La dea risponde che Pheus si trova in questo luogo, ma avverte di prestare molta attenzione, quindi svanisce immediatamente.

I quattro si dirigono nel punto dove Eleni ha percepito la presenza della fonte che si trova all’interno della canonica. Dopo che Mia riesce a scassinare la porta chiusa a chiave, il gruppo entra e trova una stanza sobria con una scrivania, una rastrelliera con alcuni abiti sacri ed un armadio. La stanza è illuminata dalla luce che proviene dai lampioni all’esterno.

Mark decide di aprire l’armadio ed all’interno trova alcuni oggetti tra cui un ciondolo a forma di tao da cui proviene l’essenza di Pheus. Joseph lo esamina e cerca di spostarsi nel tempo per capire chi l’abbia portato in quel luogo. Il professore ricorda quando un anno prima partecipò all’ostensione nella città di Torino e la sensazione passando sotto la sindone è la stessa provata in quel momento. Joseph capisce che si tratta di un oggetto che permette di trasferirsi in un’altra realtà e che un uomo ha raccolto il ciondolo subito dopo l’esplosione e l’ha portato nell’armadio. Il professore riesce anche a vedere che la stessa persona che indossava il ciondolo ha scritto una email indirizzata al Capitano Mallory in cui c’era scritto che il lavoro stava procedendo e nell’istante successivo un portale si apre verso un altra realtà in cui si intravede un essere enorme.

Joseph riconsegna il ciondolo a Mark che lo mette al collo. Il gruppo esplora l’edificio alla ricerca di altri indizi, ma la ricerca è vana, quindi tornano nella stanza dell’armadio e Mark tenta di usare il potere dell’amuleto. Immediatamente si sente trasportare verso l’alto ad una velocità straordinaria fino ad arrivare in un luogo che sembra una fognatura. Mark si muove seguendo un tunnel e trova due scalette che salgono verso l’alto fino ad arrivare ad una sorta di tombino. Dopo essere salito su quella di destra, il ragazzo cerca di aprire piano il cerchio di metallo fino a scorgere un ambiente chiuso popolato da strani veicoli. Dopo essere di nuovo sceso ed essersi concentrato, Mark precipita verso il basso fino a tornare nella stanza dove racconta agli altri la sua esperienza.

Probabilmente si tratta di Autoctonia, una città dei tecnocrati utilizzata come base operativa in cui vengono svolti esperimenti.

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