ATM, no all’assunzione di immigrati

Ecco un altro esempio di discriminazione che ha i contorni della violenza… ma partiamo come sempre dai fatti: un marocchino di 18 anni diplomato elettricista vorrebbe presentare il proprio curriculum all’azienda dei trasporti milanese, ma questo non è possibile in virtù di un regio decreto del 1931 in cui si dice che l’assunzione viene limitata a chi ha la cittadinanza italiana o ad un altro paese della unione europea, così decide di presentare un ricorso all’ATM.

Già il presidente di ATM aveva giudicato questo decreto antistorico e passibile di una revisione, ma la risposta dei legali di ATM è stata chiara: non si tratta di discriminazione, ma di una comprensibile limitazione per motivi di sicurezza, ricordando infatti che nel 2006 fu sventato un tentativo di attentato alla metropolitana milanese da parte di 5 terroristi magrebini.

Ora, a prescindere dal fatto (comunque rilevante) che il procuratore aggiunto Armando Spataro ha dichiarato che nel 2006 non ci fu alcun rischio per la metropolitana milanese in quanto quello di cui si parlava era un ipotetico progetto nemmeno entrato in fase di preparazione, la dichiarazione dei legali di ATM non fanno altro che alimentare il fuoco della polemica perchè mi chiedo se c’era bisogno di giustificare questo decreto limitativo con una presunta questione di sicurezza, come se tutti i cittadini extracomunitari fossero dei possibili terroristi.

Ricordo che anche i cittadini giapponesi, svizzeri, statunitensi, e tanti altri sono extracomunitari, e ci tengo a ricordarlo perchè troppo spesso vengono identificati come extracomunitari e di conseguenza pericolosi, solamente i cittadini che provengono dal sud del mondo (Africa, Medioriente, ecc.).

ATM cerca di difendersi affermando che (come detto dal suo presidente) la propria posizione è quella di una possibile abolizione di questo decreto e che la dichiarazione dei legali è solamente un documento tecnico che ha come obiettivo la difesa della società da parte di un attacco esterno, ma le associazione che si sono schierate dalla parte del giovane (Associazione studi giuridici sull’immigrazione e Avvocati per niente onlus) parlano di comportamento illegittimo e discriminatorio e chiedono che venga ordinato all’ATM di esaminare le domande di assunzione presentate da extracomunitari legalmente residenti in Italia.

Personalmente credo che in un periodo in cui lo straniero viene dipinto sempre con tinte denigratorie, sia giunto il momento di dare una reale possibilità di integrazione a queste persone, perchè solo in questo modo è possibile liberarli dalla prigione di delinquenza e di degrado in cui si trovano quando arrivano nel nostro paese.

Il discorso legato all’immigrazione è però molto più ampio, delicato e articolato, magari ne parlerò in un prossimo post.

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