E’ tutto un complotto della sinistra…

Questa frase ormai ricorre abbastanza frequentemente negli ambienti di governo e della maggioranza, ma per fortuna in Europa non la pensano allo stesso modo ed anzi ci mettono in guardia dalla pericolosità della situazione italiana.

Alcuni importanti giornali europei infatti negli ultimi tempi si sono dedicati all’Italia cercando di capire e di raccontare quello che sta succedendo nel nostro paese. Repubblica.it che è sempre attenta a quello che succede nel mondo ha riportato in un articolo i commenti di giornali come il Financial Times, l’Indipendent, El Paìs, il Die Welt fino ad arrivare ad oltre oceano con ABC News e El Clarìn.

Leggiamo infatti dall’articolo che un colosso delle editoria finanziaria come il Financial Times in un editoriale scrive: “Mentre vengono poste pesanti domande sulla sua relazione con un’adolescente che sogna di diventare una star, domande che sua moglie è stata la prima a sollevare, Berlusconi si è rivolto contro il suo più ostinato interrogante, il quotidiano di centro-sinistra la Repubblica, ha lanciato velate minacce tramite un suo associato e ha cercato di invalidare le domande sostenendo che sono viziate da un pregiudizio politico. Egli ha mostrato simile belligeranza verso i magistrati che lo hanno giudicato corruttore dell’avvocato inglese David Mills, definendoli militanti di sinistra, sebbene il parlamento lo abbia reso immune dall’essere processato. E insoddisfatto anche di un così utile parlamento, ha detto che dovrebbe essere drasticamente ridotto a 100 deputati, mentre il potere del premier dovrebbe essere accresciuto” e poi aggiunge che il pericolo di cui si parla è quello di “svuotare i media di serio contenuto politico, rimpiazzandolo con l’intrattenimento, di demonizzare i nemici e rifiutare di accettare la legittimazione di ogni critica indipendente” e poi conlude dicendo (a mio avviso centrando uno dei grossi problemi dell’opposizione) che “in parte colpa di una sinistra titubante, di istituzioni deboli e talvolta politicizzate, di un giornalismo spesso subalterno. Ma più di tutto è colpa di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato. Non un fascista, ma un pericolo, in primo luogo per l’Italia, e un esempio maligno per tutti“.

Ma come detto non è il solo a porre l’accento sui recenti fatti italiani, anche El Paìs dedica un editoriale a queste questioni e scrive che “la condotta politica e personale di Berlusconi mina la credibilità italiana” e sottolinea che “La sua relazione con una aspirante vedette della tv gli è costata il divorzio e rivelato un clima decadente che pure la Chiesa ha iniziato a criticare“.

Duro con Berlusconi ed anche con gli italiani è anche il Die Welt, giornale tedesco, che scrive “tutta l’Italia segue tra sdegno e divertimento il presunto affair di Silvio Berlusconi con una diciottenne. Anche quando alla berlina, è il premier dei cuori. Berlusconi incarna l’Italia reale, la speranza che non tutto deve essere sempre corretto e pulito pur di raggiungere l’obiettivo che ci si propone“.

Concludendo questa rapida carrellata mi ha colpito il commento di El Clarìn, quotidiano argentino, che afferma “Comunque vada sarà un plebiscito. Pro o contro di lui“.

Come commentare questi giudizi netti e spietati da parte degli altri paesi europei? Penso che si lascino commentare da soli. Stiamo cadendo sempre più in un baratro e chi ci sta portando in questo declino è nella sua posizione perchè la maggioranza degli italiani ha deciso che va bene così e sono sicuro che anche alle prossime elezioni la situazione non cambierà.

In effetti però devo aggiungere che una buona parte di colpa ce l’ha l’opposizione perchè non è ingrado di concretizzare e di spostare l’attenzione sui problemi veri, lasciando che questo personaggio faccia il bello ed il cattivo tempo.

Ad esempio una delle cose che mi ha colpito è come la sinistra sia capace di frammentarsi e di impuntarsi in posizioni che ha volte differiscono davvero di poco. Partendo dal presupposto che il PD sia ormai un formazione politica più spostata verso il centro, a sinistra rimangono una serie di piccoli partiti che singolarmente riescono a fatica a raggiungere il 2% dei consensi. Sarebbe stata una bella cosa che questi si fossero messi tutti insieme per portare delle idee nuove in seno al parlamento europeo, invece sono stati capaci di dividersi in due liste distinte (una tra l’altro con un nome parecchio triste) ed ancora una volta probabilmente non riusciranno a superare il muro del 4%… questo si chiama suicidio!

Ma questa è un’altra storia e forse ne parlerò in un prossimo articolo.

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