Ancora tu… ma non dovevamo vederci più?

Ho ripreso questo brano di una canzone di Lucio Battisti per introdurre un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che ancora una volta disegna i contorni del governo attuale, contorni che mi spaventano non poco.

Ieri il Senato ha dato il via libera al disegno di legge che consente al governo di ripristinare la filiera di produzione di energia atomica.

Già questa parola suscita in me pensieri funesti e ricordi (anche se non ero ancora nato) terribili; proprio l’anno scorso infatti sono stato in Giappone e tra le città che ho visitato c’era anche Hiroshima… è stato letterlamente un colpo al cuore vedere le testimonianze di quei momenti che hanno completamente cancellato una città e provocato danni inenarrabili che ancora oggi mietono vittime.

In questo caso non stiamo parlando di una legge che approva la costruzione di testate nucleari, ma della realizzazione di centrali a fissione nucleare per produrre energia, però l”energia atomica è ancora qualcosa di difficilmente controllabile e nel caso della fissione nucleare anche altamente inquinante.

Infatti, se l’acqua che viene utilizzata per il raffreddamento dei reattori non viene a contatto con materiale radioattivo e quindi non viene contaminata (ci sono comunque piccole emissioni radioattive sotto forma di liquido o di gas), è lo smaltimento delle scorie prodotte dal processo di fissione che comportano un elevato grado di inquinamento. Tali scorie infatti rimangono estremamente pericolose per lunghissimi periodi di tempo ed hanno quindi bisogno di luoghi dove essere stoccate e controllate.

Esistono poi questioni legate alla posizione in cui queste centrali verrebbero costruite, in passato (negli anni ’70) si erano individuati dei siti idonei, ma nel corso di quasi 40 anni questi sono cambiati ed è necessario eseguire delle nuove verifiche con il rischio che la decisione venga presa direttamente dalle società incaricate della costruzione in quanto in caso di disputa tra le regioni il governo potrebbe assumersi l’onere di selezionare il luogo più adatto.

Un interessante articolo apparso su Repubblica cerca di esaminare quali potrebbero essere le zone in cui costruire queste centrali ed i problemi che potrebbero presentarsi.

Ma a parte tutti questi discorso e tralasciando anche i costi che avrebbero queste centrali (si parla di valori tra i 4.5 e i 6 miliardi di euro per ogni impianto) vorrei porre una domanda: perchè invece di intraprendere una strada così rischiosa non lavorare sul potenziamento delle centrali che sfruttano gli elementi naturali per produrre energia? Sappiamo benissimo che unendo centrali idroelettriche, eoliche, marine possiamo produrre grandi quantità di energia, allora perchè non incrementare lo sviluppo di queste?

Ci sono nazioni come gli Stati Uniti, che dal 2007 non costruiscono più centrali nucleari perchè hanno deciso che è meglio rivolgersi a fonti diverse ed allora perchè prendere sempre le cose peggiori dagli altri paesi e invece non imparare dalle cose buone che vengono fatte?

Inoltre ricordo a tutti che fummo proprio noi italiani tramite un referendum popolare, l’8 novembre del 1987, a decidere che questo tipo di energia non doveva essere utilizzata in Italia.

Vi lascio con una frase di un famoso fisico nucleare italiano:

“Non esiste un nucleare sicuro, o a bassa produzione di scorie” (Carlo Rubbia)

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