Nuova lezione dai giapponesi

28 Ottobre 2009

Non posso definirmi un estimatore della cultura giapponese, ma ogni tanto noto come certi loro comportamenti dovrebbero esserci di esempio.

Ricordate tempo fa che scrissi riguardo ad un giapponese che rifiutò un’offerta del nostro ministro a tornare in italia dopo essere stato truffato in un ristorante, questa volta parliamo di una cantante/attrice del sol levante.

Noriko Sakai, classe 1971, è stata infatti fermata per possesso di droga e sostanze illegali e la vergogna per una cosa del genere l’ha portata a chiedere scusa pubblicamente durante una conferenza stampa, con tanto di pianto e inchino prolungato.

In Italia una cosa del genere non succederebbe mai…

Fonte: Le lacrime di Sakai, star del pop giapponese


Finisce l’era di Geocities

27 Ottobre 2009

Se ne parlava ormai da tempo e la stessa Yahoo lo aveva annunciato fin da aprile di quest’anno ed ora è diventato realtà, il famoso servizio gratuito di webhosting, Geocities, ieri ha chiuso i battenti per sempre.

Nato nel 1995, risulta subito interessante sia perchè offre spazio gratuito per chi aveva voglia di costruire una propria pagina web, sia perchè era stato organizzato in città con nomi reali che, nell’idea dei fondatori, dovevano rispecchiare il contenuto dei siti ospitati: così ad esempio all’interno della città SiliconValley dovevano esserci pagine dedicate al mondo della tecnologia, mentre tra le “vie” di Hollywood dovevano trovare spazio i siti di intrattenimento.

Molti netizens (coem venivano chiamati gli utenti di Geocities) utilizzarono questo sistema, ma con l’incrementare del loro numero si perse un po’ il senso della divisione in città.

La popolarità di Geocities crebbe moltissimo nei primi anni e raggiunge presto, nel 1997, il quinto posto tra i siti più visitati e nello stesso anno il milionesimo utente. Ma sempre nel 1997 venne introdotta la pubblicità all’interno del sito e molti utenti storserso un po’ il naso. Malcontento che crebbe maggiormente quando nel 1998 venne introdotto un watermark, una sorta di sezione del sito (a sinistra della pagina) sempre presente con pubblicità e informazioni su Geocities; molti utenti non gradirono perchè ciò interferiva con il layout delle proprie pagine e lasciarono il servizio per altri concorrenti.

Ma nonostante questo, Geocities crebbe ancora e nel 1999, all’apice della bolla internet, Yahoo decise di acquitare il servizio di webhosting per circa 3,5 miliardi di dollari. Questa operazione fu molto osteggiata dagli utenti che fuggirono in massa dal portalone, anche a causa dei nuovi termini di utilizzo imposti da Yahoo.

Nel 2001 infatti il servizio cominciò la sua discesa e Yahoo cercò di porre rimedio alle ingenti perdite introducendo una serie di servizi aggiuntivi a pagamento, ma non fu sufficiente e Geocities perse lo splendore di un tempo fino a trascinarsi all’inizio del 2009 quando venne annunciata la sua imminente chiusura.

Fin qui la storia ufficiale, ma assieme a questa ci sono le storie di centinaia di migliaia di persone, tra cui io stesso, che dagli albori di internet hanno utilizzato questo servizio per pubblicare i primi siti internet, per sperimentare javascript che a volte facevano passare intere notti insonni, per avere una propria presenza sul web, tanto ambita a quei tempi dagli smanettoni della rete.

Oggi il tutto viene soppiantato da moderni servizi come myspace, facebook, youtube, ma che hanno un sapore totalmente diverso da quello di Geocities; ora infatti siamo obbligati in gabbie precostituite e possiamo pubblicare contenuti solamente all’interno di griglie prefissate, non abbiamo la completa libertà di scrivere il nostro codice e pubblicarlo come facevamo alla fine degli anni ‘90.

Tutto questo segna inevitabilmente un cambiamento, una svolta nell’utilizzo di internet che è comunque iniziata già da qualche anno e che momenti come questi rendono così reale e così tangibile da impressionare i pionieri del web. Per fortuna un team di storici ha deciso di salvare il salvabile attraverso il portale Archive Team dove è possibile ritrovare molte delle pagine cancellate e segnalate dagli stessi utenti.

Certamente esistono ancora servizi che offrono spazio web per “smanettare”, ma ormai sono pochi gli “smanettoni” che si cimentano nella costruzione di pagine web completamente da zero, le nuove generazioni preferiscono utilizzare strumenti che gli permettono facilmente di avere un loro spazio su internet senza conoscere nulla del web che fu.

Vorrei dedicare infine a Geocities il monologo finale di Bladerunner che mi è venuto in mente proprio scrivendo questo pezzo: “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia. È tempo… di morire.

Fonte 1: So long Geocities, and thanks for all the space
Fonte 2: GeoCities (Wikipedia)
Fonte 3: Addio Geocities


Potere mediatico

16 Ottobre 2009

Altra notizia apparsa su Repubblica.it che ritengo importante perchè dimostra quanto venga ritenuto importante il potere della televisione e quindi la sua influenza sull’opinione pubblica.

Circa due settimane fa, il giudice civile Raimondo Mesiano, condanna il gruppo Fininvest a risarcire la Cir di Carlo de Banedetti di 750 milioni di euro per la scalata alla Mondadori che si risolse nel 1990 a favore del gruppo Fininvest grazie al pagamento di alcune mazzette ai giudici dell’epoca. Oggi viene eseguita una operazione mediatica che tenta di screditare questo giudice.

Durante il programma “Mattino 5″ del 15 ottobre, ovviamente su Canale 5, viene trasmesso un video del giudice Mesiano durante una sua classica mattina. Il video è girato di nascosto e commentato da una giornalista.

Vengono sopratutto evidenziati quelli che secondo la giornalista sono comportamenti anomali: il giudice fermo al semaforo, il giudice in fila dal barbiere che si accende una sigaretta e cammina avanti e indietro e infine il giudice seduto su una panchina che legge il giornale dove si sottolinea il suo presunto dubbio gusto nel vestire.

Si allude anche alla sua recente promozione al Csm e si afferma, alla fine del servizio, che “non è soltanto una questione di stravaganza fisica”.

La frase sembra non c’entrare nulla con il servizio (già di per se inutile e tendenzioso), ma poi il condirettore de Il Giornale, Alessandro Sallustri, prosegue dicendo che le strane attitudini del giudici coprono anche la sfera professionale e viene raccontato l’episodio di una causa tra vicini di casa per un tubo rotto che Mesiano rimanda per diversi anni fino a fissare la prossima udienza nel 2011.

Diciamo che a questo punto è lecito chiedersi perchè proprio al giudice Mesiano viene dedicato un servizio del genere, e se ci sia un’attinenza con una sentenza sfavorevole al gruppo televisivo che promuove questo tipo di servizi giornalistici.


Forse gli italiano stanno capendo?

15 Ottobre 2009

Sono usciti oggi i nuovi risultati del sondaggio sul gradimento del governo commissionati a Ipr Marketing da Repubblica.it e le sorprese non sono mancate.

In primis vediamo il presidente del consiglio calare di altri due punti scendendo al 45% (è sotto il 50% da maggio di quest’anno) e portando con se il proprio partito che arriva a toccare quota 42% (il minimo storico da quando ha iniziato la legislatura).

Il calo è quindi considerevole, ben 15% in meno per il premier e 10% in meno per il PDL rispetto a circa 1 anno fa.

Tra i ministri invece la situazione è meno grave, anche se si registrano cali anche per Fitto (-4%), Brunetta (-3%, ma pur sempre al quinto posto con il 57%), Prestigiacomo (-3%), Alfano, Tremonti, Scajola, Bossi e Melone (che perdono tutti due punti). Gli unici a mentenere la proprio posizione sono Sacconi (63%) e Maroni (62%) con Larussa e Rotondi che guadagnano un paio di punti percentuale.

Le sorprese invece arrivano dall’opposizione, dove vediamo un inaspettato aumento del 5% per il PD che nonostante alcune situazione ambigue (vedi lo stop alla legge anti-omofobia), beneficia probabilmente dell’effetto primarie e congresso. Il suo valore di gradimento rimane comunque ancora indietro rispetto ai numeri della maggioranza e si attesta al 37%.

Infine gli altri partiti vedono un calo di 3 punti per l’Italia dei valori (40%), un calo di 1 punto per la Lega Nord (30%) e il mantenimento del 36% per l’UDC.

Fonte: Fiducia, Berlusconi cala ancora


Propaganda travestita da informazione

16 Settembre 2009

Tutto è iniziato il 13 settembre scorso (o forse anche prima) quando abbiamo appreso che la puntata di martedì 15 settembre di Ballarò (prevista su Raitre) sarebbe stata spostata per dare spazio ad uno speciale di Porta a Porta sulla consegna delle prima case nelle zone terremotate dell’Abruzzo.

La notizia arriva dal vicedirettore generale Antonio Marano che motiva la scelta con la necessità di “valorizzare un momento importante per il paese”, ma genera anche molte polemiche e dichiarazioni di sconcerto da parte di giornalisti e politici.

Lo stesso Giovanni Floris, conduttore di Ballarò, dice che si tratta di un atto immotivato e che avrebbero potuto trattare anche loro il tema della consegna delle case, anche perchè un loro giornalista è in loco da diverso tempo e la cerimonia del 15 settembre era un evento già previsto.

Rincara la dose anche il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, affermando che si tratta di una decisione presa contro il loro parere e che la comunicazione improvvisa, arrivata via email a 48 ore dalla messa in onda di Ballarò non fà altro che stravolgere la programmazione e danneggiare l’immagine della rete.

A queste voci si aggiungono anche quelle di Paolo Garimberti, presidente del cda, secondo il quale c’erano i tempi per fare tutto senza gettare nuove polemiche sulla rai; Roberto Natale, presidente dell’Fnsi, che afferma come i vertici della rai sembra abbiano smarrito il senso della dignità del servizio pubblico ed infine il cdr del Tg3 che la terza rete sotto un attacco all’informazione.

Anche i politici però non sono avari di parole (anche se troppo spesso si limitano alle parole) e sia Paolo Gentiloni che Pier Luigi Bersani criticano l’operato della rai e parlano di un tentativo di trasformare la consegna delle case ai terremotati in un reality governativo con il premier come protagonista. Molto duro è anche Massimo D’Alema che parla ironicamente di Bruno Vespa come di un commentatore capace di mettere nella giusta luce le opere del miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni. Infine Dario Franceschini rifiuta l’invito di Porta a Porta per la trasmissione del prossimo 23 settembre.

Ma cosa è poi successo durante la trasmissione? E come sono andati gli ascolti dal momento che subito dopo queste notizie c’è stato un tam tam in rete e non per boicottare questo scempio televisivo?

Premetto che ho aderito all’invito (anche se non ce ne sarebbe stato bisogno) di non guardare Porta a Porta ed infatti mi sono gustato un bel film al cinema, per cui mi rifaccio a quanto ho letto in rete.

Dopo i primi 45 minuti di trasmissione in cui si è parlato della consegna delle case, della ricostruzione dell’Abruzzo e del fatto che entro dicembre tutti i terremotati avranno un tetto sulla testa, Berlusconi ha cominciato a parlare di tutt’altro, passando dalle polemiche sulla libertà di stampa, al rapporto con Fini, dalle bordate contro l’UDC e l’opposizione fino a culminare con una esplicita propaganda verso se stesso.

Riguardo alla libertà di stampa dichiara che “Siamo circondati da farabutti in tivù, stampa e politica. La Rai è l’unica rete pubblica che parla male del governo con i soldi dei contribuenti” ed aggiungendo riguardo a Repubblica ed alle sua domande che “E’ un giornale retto da un editore svizzero, con un direttore dichiaratamente evasore fiscale” e quando Vespa tenta timidamente di contraddirlo risponde “Lei ha un gran senso dell’umorismo, ma è delinquenziale parlare di attentato alla libertà di stampa. Denunciare quella testata era il minimo che potessi fare”.

Riguardo alla politica dichiara che con Fini le cose vanno bene e che ci sono solo due concezioni diverse dei partiti, mentre spara sull’UDC accusandola di allearsi con l’uno o con l’altro solo per opportunismo (e su questo non mi sento di dargli proprio torto…). Conclude poi definendo per l’ennesima volta l’opposizione come una forza comunista e quando Vespa lo informa che i comunisti non esistono più (tranquilli, si riferisci al PD, i comunisti esitono ancora!) il presidente del consiglio afferma che “Sono e saranno sempre dei vecchi comunisti. D’Alema è un vetero comunista che sta lì a fare il comunista da 40 anni. Le accuse che rivolge al governo sono espressioni da puro stalinista. Serve un cambiamento generazionale”… strano detto da lui che ha 73 anni… ma anche in questo caso ha la risposta pronta “Io sono il più giovane: non è l’età che fa l’innovazione. E’ il cervello, caro dottore”.

E’ chiaro ed evidente che si è trattato quindi di uno spot per se stesso e per il suo governo atto a pubblicizzare ancora una volta i suoi presunti risultati (ricordiamo che queste prime case sono state finanziate dalla Croce Rossa e costruite dalla Provincia Autonoma di Trento e non dal governo) e la rai con Antonio Marano in testa seguito da Bruno Vespa come esecutore sono responsabili di tutto questo.

Per fortuna gli italiani hanno cercato di evitare questo attacco alla televisione pubblica e ai giornaliti, infatti il risultato di share è stato solo del 13,47% con 3.219.000 spettatori, peggio dell’ammiraglia di Mediaset (Canale 5) che ha conquistato il 22,61% di share. Lo stesso consigliere di amministrazione Rai Giorgio Van Straten giudica la scelta del direttore generale della rai Mauro Masi: “non solo inaccettabile sotto il profilo del pluralismo informativo e del buon giornalismo, ma anche completamente sbagliata rispetto agli interessi dell’azienda, come era facilmente prevedibile e anche io avevo previsto”. Rizzo Nervo calcola infatti che ci sia stata una perdita di 500mila euro per quegli inserzionisti che avevano acquistato spazi pubblicitari all’interno di Ballarò e di Tutti pazzi per la tele e che non hanno accettato di apparire all’interno di Porta a Porta.

Tutti ciò ha un sapore strano, un tentativo da una parte di screditare la Rai ed il servizio pubblico a favore della concorrenza di Mediaset e dall’altro di sfruttare comunque questo declino annunciato e voluto da Berlusconi per pubblicizzare le opere del governo con la scusa di offrire un servizi per cui i contribuenti hanno pagato il canone.

Il sapore è quello antico, di ricordi del passato…

Fonte 1: La Rai cancella la puntata di Ballarò
Fonte 2: Berlusconi: “Farabutti in tv”
Fonte 3: Ascolti, Vespa battuto da Canale 5
Fonte 4: Rete di coordinamento L’Aquila


Via la targa per Peppino Impastato

11 Settembre 2009

E’ successo mercoledì scorso, quando il sindaco leghista di Ponteranica, tal Cristiano Simone Aldegani, in provincia di Bergamo ha deciso di rimuovere la targa dedicata a Peppino Impastato che il suo predecessore, di centro-sinistra, aveva fatto mettere come dedica alla biblioteca civica con la motivazione di voler dare risalto a personalità locali.

Ma chi è Peppino Impastato? Nasce a Cinisi, vicino a Palermo il 5 gennaio 1948 ed appartiene ad una famiglia mafiosa. Fin da ragazzo entra in contrasto con il padre che lo caccia di casa. Si avvicina agli ambienti di sinistra e dopo aver fondato un giornalino (L’idea socialista) costituisce il gruppo Musica e Cultura che si occupa di varie attività culturali e da cui nasce una radio libera “Radio Aut” da cui denuncia i delitti e gli affari mafiosi di Cinisi e Terrasini. Partecipa alle proteste dei contadini ed è attivo in movimenti come Nuova Sinistra prima e Democrazia Proletaria poi. Durante la campagna elettore del 1978, viene barbaramente ucciso con una carica di tritolo posta sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia. Il giorno successivo, il 9 maggio, gli abitanti di Cinisi votano il suo nome riuscendo ad eleggerlo simbolicamente.

Peppino Impastato è quindi un simbolo, un esempio della lotta alla mafia e di come la sua forza abbia potuto in qualche modo sensibilizzare le menti delle persone. E’ importante che questo esempio venga ricordato, non solo in Sicialia, ma anche nel resto dell’Italia perchè la mafia non è un affare solo siciliano, ma ha ramificazioni in tutta la penisola e si insinua nella politica ed in tutti gli ambienti di potere.

Ed è per questo che ritengo questa decisione di rimuovere la targa in onore di Peppino Impastato una cosa sconcertante che lascia davvero allibiti e la motivazione di privilegiare personaggi locali (la biblioteca verrà intitolata al sacerdote Giancarlo Baggi… se qualcuno sa chi sia e cosa abbia fatto, mi erudisca…) è palesemente una scusa per poter far dimenticare il ricordo di una persona che ha dato la vita per combattere la mafia.

Fonte 1: Via la targa per Peppino Impastato
Fonte 2: Peppino Impastato


Intelligenza artificiale: i Bot

11 Settembre 2009

I Bot (abbreviazione di robot) sono dei programmi che simulano il comportamento umano e lo applicano in alcuni campi dell’informatica. Esistono ad esempio bot per il web (generalmente gli spider dei motori di ricerca) e per i videogiochi (possono sostituire la persona fisica in sessione di gioco infinite).

Bisogna anche distinguere una categoria di bot che, nei videogiochi, normalmente vengono chiamati NPC e rappresentano delle entità mosse dal software per interagire con i giocatori umani sia aiutandoli, sia scontrandosi con essi.

E’ importante fare questa distinzione perchè spesso nell’ambito videoludico, gli NPC sono creati direttamente dagli sviluppatori del videogioco e ne sono parte integrante, mentre i Bot vengono realizzati da programmatori per ingannare o semplicemente facilitare il gioco e spesso non sono graditi e autorizzati dalle aziende distributrici dei videogiochi.

Questo perchè spesso in questo modo viene rovinata l’esperienza di gioco, dove non è più l’abilità umana o la pazienza a fare la differenza, ma si sfrutta la velocità di calcolo del PC per avere  vantaggi e, parafrasando una nota pubblicità, vincere facile.

Un esempio che conosco abbastanza bene è rappresentato da un World of Warcraft, un MMORPG (Massive Multiplayer Online Role Playing Game – Gioco di Ruolo Online) molto diffuso e giocato, che spesso soffre delle incursioni da parte di Bot che facilitano lo sviluppo di personaggi e l’accumulo di denaro virtuale per ottenere vantaggi a discapito di chi invece utilizza solo le proprie capacità di persona umana. I programmatori del gioco (Blizzard) cercando di combattere questi Bot e li eliminano costantemente dal gioco perchè falsano l’esperienza videoludica, ma è un continuo rincorrersi che probabilmente non avrà mai fine.

Ma i Bot non sono solo oggetti negativi, a Milano infatti si è appena concluso il BotPrize, un contest organizzato dall’IEEE Computational Symposium on Intelligence and Games del politecnico che ha raccolto programmatori da tutto il mondo per sviluppare l’intelligenza artificiale applicata ai videogiochi.

L’obiettivo era quello di creare un Bot per il videogioco Unreal Tournament 2004, che una giuria avrebbe testato (in due sessioni da 15 minuti, una con lo stesso Bot ed una con una persona umana) per determinare quale fosse il più simile al comportamento umano.

Il senso principale di questo evento è proprio quello di simulare il comportamento umano attraverso algoritmi di intelligenza artificiale che possono avere origine nel mondo videoludico, ma che possono poi essere applicati in altri campi della scienza.

Nessuno dei 15 partecipandi ha però raggiunto l’obiettivo ed è solo stato consegnato un premi di consolazione per chi si fosse avvicinato di più allo scopo del contest.

La creazione di una IA perfetta continua quindi ad essere una sfida abbastanza complessa che impegnerà studiosi e programmatori ancora per diverso tempo.

Fonte 1: Intelligenza artificiale, a Milano i bot più hot
Fonte 2: Bot


Bing vs Google

27 Agosto 2009

Lo scorso giugno è stato presentato il motore di ricerca che Microsoft (forte del recente accordo con Yahoo) vuole utilizzare per contrastare il potere di Google. Si tratta di Bing, uno servizio che piano piano sta guadagnando quote proprio a discapito del suo maggiore rivale.

Ma vediamo qualche caratteristica che potrebbe avvantaggiarlo e farlo preferire al grande pubblico. Al momento è stato rilasciato in versione completa negli Stati Uniti ed in versione Beta in Italia (e probabilmente in tutta Europa) e nonostante presenti alcuni bug, risulta essere già in questa fase una validissima alternativa a Google.

Una prima analisi riguarda i tempi di risposta durante la ricerca, secondo WebSiteOptimization.com, utilizzando una connessione a 128Kbs una ricerca media su Bing impiegherebbe 0.91 secondi, mentre l’analoga su Google impiegherebbe 1,71 secondi, una differenza di circa 1 secondo che però l’utente sarà difficilmente in grado di percepire.

Utilizzando poi servizi come bing-vs-google.com si è cercato di capire la qualità dei risultati che però non sembra differire molto tra l’uno e l’altro. Alcuni siti, nati proprio in queste ultime settimane, consentono anche di votare al buio (senza sapere a quale motori di ricerca appartiene il risultato di una ricerca) il miglior elenco di risposte ed a conti fatti i tre motori di ricerca (comprendendo anche Yahoo) risultato abbastanza equivalenti.

Ci sono poi altri aspetti interessanti che regalano un certo appeal a Bing rispetto a Google, sembra infatti migliore la ricerca per immagini, la possibilità di personalizzare il layout sembra più accattivante e la ricerca dei siti web permette di visualizzare in anteprima le pagine trovate. Inoltre sembra che la ricerca di siti adult oriented sia moderata da un avviso che però (a differenza di Google) consente di proseguire.

Sono tutte piccole cose, ma che potrebbero destare qualche preoccupazione a BigG, tenendo anche conto degli ultimi dati di utilizzo dei motori di ricerca, sembra infatti che al 65% circa di Google, Microsoft stia rispondendo con circa il 10% di Bing che unito ad un altro 10% circa di Yahoo totalizza circa il 20%. In Italia sembra che ancora questa tendenza abbia dei numeri molto inferiori e che Google sia ancora il re incontrastato, ma questa situazione potrebbe non durare a lungo.

Fonte 1: Bing contro Google: la sfida
Fonte 2: Bing non è certo Google ma lo insidia da vicino


La signorilità dei giapponesi

30 Luglio 2009

La notizia è un po’ datata, parliamo infatti dei primi di luglio, ma oggi c’è stata una evoluzione che mi ha fatto sorridere e pensare che in fatto di signorilità i giapponesi non sono secondi a nessuno (almeno in questo caso).

Il fatto è accaduto all’inizio di luglio, quando una coppia di fidanzati giapponesi, dopo aver visitato la città di Roma ha deciso di cenare in un ristorante chiamato “Il passetto”. Al termine del pasto si sono visti recapitare un conto di ben 579,50 euro, in un primo momento avevano pensato ad un errore, ma quando hanno visto la ricevuta della carta di credito (da cui sono state trattenuti anche 115,50 euro come mancia) si sono decisi a rivolgersi alla polizia.

Un controllo delle forze dell’ordine ha dimostrato non solo che il prezzo era molto confiato rispetto al menù proposto dal ristorante, ma che il locale non rispettava le norme di sicurezza e di igiene, mancanza che hanno determinato la chiusura immediata del ristorante.

I due fidanzati sono tornati in Giappone e proprio in questi giorni il neo-ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla ha offerto loro di tornare in Italia a spese del governo, offerta che è stata garbatamente rifiutata con la motivazione che sarebbe una inutile spesa fatta con le tasse del popolo italiano.

I due hanno però aggiunto che non hanno un giudizio negativo dell’Italia, i truffatori esistono in tutto il mondo, e che probabilmente torneranno nel bel paese, ma a spese proprie.

Che dire… tanto di cappello a questi giapponesi.

Fonte 1: Pranzo salato per due turisti giapponesi
Fonte 2: Turisti giapponesi truffati a Roma: “Non torniamo a spese del governo”


Mage: quinta seduta

27 Luglio 2009

Eleni, al telefono della cabina che si erge solitaria nell’umbra e che probabilmente funge da punto di ritorno verso il mondo reale, sta parlando con Amil mentre Mia sta corendo verso di lei. Joseph si trova ancora vicino al lord e dopo averlo salutato si dirige verso le due ragazze sempre attorniato dagli spiriti del paradosso.

Una volta giunto nei pressi della cabina, Joseph viene visto da Eleni che dice ad Amil di aprire il portale e nel giro qualche secondo un nuovo squarcio si apre nell’aria lasciando intravedere la stanza del B&B. Eleni e Mia lo attraversano senza problemi mentre il professore cerca di creare una bolla protettiva per evitare di essere seguito dagli spiriti, ma il tentantivo non ha successo. Mentre Mia si connette alla mente di Joseph, Mark (che si trova già nella stanza) tenta di teletrasportarlo riusciendoci; gli spiriti rimangono bloccati nell’umbra e mentre tentano un disperato tentativo di oltrepassare il portale, questo si chiude.

Il gruppo esce dal B&B discutendo di quello che hanno visto e cercando di capire il senso di tutto quello che sta succedendo. Si dirigono verso la fermata dell’autobus più vicina e quando il mezzo arriva, con una corsa riescono a salirvi. Nello stesso istante Mia percepisce la presenza di un uomo in nero proprio alla fermata che però non è riuscito a salire sul bus.

Mark e Joseph discutono sulle azioni da intraprendere e quando Joseph afferma che non è il caso di tornare ad avvertire Eloise e Black, il ragazzo si allontana sedendosi in una poltroncina in fondo all’autobus, isolandosi con le cuffie del suo lettore mp3. La decisione è quella di avvicinarsi al punto dove viene percepita la presenza di Pheus, quindi il gruppo cambia autobus e si dirige verso est. Durante il tragitto Joseph ed Eleni parlano del destino e del caos, ma i discorsi sembrano non interessare a Mia che si addormente e a Mark che continua ad ascoltare 2Pac sul suo lettore mp3.

Quando l’autobus raggiunge una fermata che poi lo porterebbe lontano dalla presenza di Pheus, il gruppo scende e prosegue a piedi leggermente distanziato: davanti Mark che indica la strada, poi Mia ed Eleni ed infine Joseph. La zona è residenziale, con case basse e strade non troppo larghe, non c’è molta gente in giro e Mia decide di fermarsi a prendere una tazza di the dal Pakistano mentre Eleni aspetta in strada per non predere di vista Mark.

Ad un certo punto Mark si ferma davanti ad una chiesa protestante da cui sembra provenire chiaramente il segnale di Pheus, una volta raggiunto dagli altri, Joseph cerca di avvicinarsi per sentire se ci sono presenze vive all’interno dell’edificio, ma dopo aver esplorato ogni angolo della chiesa e della canonica il responso non indica nessuna presenza vitale.

I quattro si avvicinano alla porta di ingresso e dopo che Eleni ha osservato il passato, non notando nulla di anormale, Mark apre la serratura ed il gruppo entra. Una volta all’interno e dopo essersi fatto il segno della croce, Joseph percepisce un accumulo di quintessenza nella zona della fonte battesimale e proprio nella stessa posizione, ma all’interno dell’umbra, Eleni percepisce la presenza di spiriti con le ali che cantano una dolce melodia. Eleni chiede notizie di Pheus ma non arriva nessuna risposta. Cercando ancora nell’umbra, Eleni trova un specia di fonte e toccandola percepisce una sorta di prurito alle mani.

Eleni cerca di capire qualcosa di più chiamando Athena, che si manifesta come un grande volto, mostrando un palese senso di fastidio. La dea risponde che Pheus si trova in questo luogo, ma avverte di prestare molta attenzione, quindi svanisce immediatamente.

I quattro si dirigono nel punto dove Eleni ha percepito la presenza della fonte che si trova all’interno della canonica. Dopo che Mia riesce a scassinare la porta chiusa a chiave, il gruppo entra e trova una stanza sobria con una scrivania, una rastrelliera con alcuni abiti sacri ed un armadio. La stanza è illuminata dalla luce che proviene dai lampioni all’esterno.

Mark decide di aprire l’armadio ed all’interno trova alcuni oggetti tra cui un ciondolo a forma di tao da cui proviene l’essenza di Pheus. Joseph lo esamina e cerca di spostarsi nel tempo per capire chi l’abbia portato in quel luogo. Il professore ricorda quando un anno prima partecipò all’ostensione nella città di Torino e la sensazione passando sotto la sindone è la stessa provata in quel momento. Joseph capisce che si tratta di un oggetto che permette di trasferirsi in un’altra realtà e che un uomo ha raccolto il ciondolo subito dopo l’esplosione e l’ha portato nell’armadio. Il professore riesce anche a vedere che la stessa persona che indossava il ciondolo ha scritto una email indirizzata al Capitano Mallory in cui c’era scritto che il lavoro stava procedendo e nell’istante successivo un portale si apre verso un altra realtà in cui si intravede un essere enorme.

Joseph riconsegna il ciondolo a Mark che lo mette al collo. Il gruppo esplora l’edificio alla ricerca di altri indizi, ma la ricerca è vana, quindi tornano nella stanza dell’armadio e Mark tenta di usare il potere dell’amuleto. Immediatamente si sente trasportare verso l’alto ad una velocità straordinaria fino ad arrivare in un luogo che sembra una fognatura. Mark si muove seguendo un tunnel e trova due scalette che salgono verso l’alto fino ad arrivare ad una sorta di tombino. Dopo essere salito su quella di destra, il ragazzo cerca di aprire piano il cerchio di metallo fino a scorgere un ambiente chiuso popolato da strani veicoli. Dopo essere di nuovo sceso ed essersi concentrato, Mark precipita verso il basso fino a tornare nella stanza dove racconta agli altri la sua esperienza.

Probabilmente si tratta di Autoctonia, una città dei tecnocrati utilizzata come base operativa in cui vengono svolti esperimenti.